Equitalia – Come richiedere la rateizzazione delle tasse in 120 rate

18 agosto 2014 13:040 commentiDi:

equitalia logo

Pagare le tasse e le cartelle di Equitalia non è più un problema insormontabile per gli italiani in difficoltà. Sono stati infatti emanati nuove modalità di interazione con i contribuenti a partire dalla scorsa primavera e nuove possibilità di accedere alle dilazioni dei pagamenti per le cartelle esattoriali, tra cui quella di aderire ad un piano straordinario della durata di 10 anni per un totale di 120 rate. 

Cartelle Equitalia – Chi può richiedere la nuova rateizzazione

Questa possibilità prevede infatti di poter pagare con estrema comodità, nel corso di un periodo di tempo abbastanza lungo, importi anche di una certa entità. L’importo minimo di ogni rata doverà però essere almeno pari o superiore a 100 euro. Nel frattempo, inoltre, i contribuenti  non verranno considerati inadempienti e potranno richiedere il DURC e il certificato di regolarità fiscale per lavorare all’interno della Pubblica Amministrazione.

Cartelle Equitalia – Nessuna riscossione coattiva sotto i duemila euro

La rateizzazione in 10 anni e 120 rate viene di norma concessa in caso di comprovata difficoltà da parte del richiedente a saldare il debito previsto. I criteri di ammissione sono elencati all’interno di un apposito decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel quale vengono stabilite le rate concedibili sulla base della disponibilità economica del richiedete.

E’ inoltre sempre concessa la rateizzazione straordinaria quando la rata prevista dal piano di rateizzazione supera del 20 per cento il reddito del nucleo familiare. Tale parametro si applica però non solo alle persone fisiche ma anche alle ditte individuali. 

Per quanto riguarda le imprese, invece, la rateizzazione è sempre concessa quando la rata prevista dal piano di rateizzazione supera del 10 per cento il valore della produzione mensile dell’azienda stessa. In questo caso è garantito un indice di liquidità adeguato, compreso tra lo 0,5 e l’1 per cento.

Tags:

Lascia una risposta