Europa a 2 velocità il no dalla Gran Bretagna

9 dicembre 2011 13:260 commenti

E’ stato un durissimo braccio di ferro quello che ha caratterizzato il vertice notturno dell’Unione europea a Bruxelles, durato circa dieci ore.

Alla fine c’è stata la totale  rottura a causa del “no”  di Londra, che ha causato forti tensioni soprattutto con la Francia, sulla possibilità di un accordo a 27 Paesi sulle misure da adottare per salvare la moneta unica.

I rappresentanti dell’Unione hanno dovuto ripiegare su un accordo tra i 17 di Eurolandia più altri sei. Durissima la reazione del presidente francese, Nicolas Sarkozy, che accusa Londra di aver voluto la nascita “di fatto” di un’Europa a 2 velocità, non si è potuto, infatti, procedere sulla strada di una riforma dei Trattati a 27, a causa delle “inaccettabili” condizioni poste dal premier inglese, Cameron.

Proprio il presidente francese si è adoperato molto negli ultimi tempi per promuovere gli interventi necessari per rafforzare la disciplina di bilancio dei paesi dell’Unione.  


Le divergenze diventano insormontabili, quando David Cameron, chiede ufficialmente di  esonerare la Gran Bretagna dall’applicazione delle regole sui servizi finanziari.

Del resto la posizione della Gran Bretagna è fin troppo chiara, il paese di “sua Maestà” non ha alcuna intenzione di rinunciare alla sovranità interna e di conseguenza, ritenendo, Cameron, la riforma del trattato “non conveniente”  non l’ha sottoscritta.

Si riesce, tuttavia, a raggiungere un accordo, il cruciale obiettivo sul “Patto di Bilancio, basato su nuove forti regole di bilancio degli Stati.

Altra novità riguarda il “fondo salva stati” che verrà gestito direttamente dalla Bce.

Distante dalla posizione di Sarkozy è invece il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, che si dice, invece, soddisfatta dall’accordo in quanto ha sempre sostenuto l’ipotesi di un accordo a 17 per recuperare la credibilità della moneta unica.






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