Facebook ha fatto guadagnare alle banche 100 milioni di dollari

24 maggio 2012 14:350 commenti

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la quotazione in Borsa di Facebook avrebbe fatto guadagnare ben 100 milioni di dollari alle banche che si sono occupate di stabilizzare il titolo nel corso dei primi giorni di presenza a Wall Street. Il quotidiano statunitense afferma che a ricevere la maggior parte dei profitti per la stabilizzazione della quotazione sarà Morgan Stanley, primo sottoscrittore dell’Ipo. A tali profitti, inoltre, andranno ad aggiungersi le commissioni derivanti dalla quotazione stessa, anche in questo caso quantificabili in milioni di dollari. Morgan Stanley, in particolare, oltre ad essere responsabile del collocamento aveva anche un’opzione di greenshoe su circa 63 milioni di azioni da utilizzare per evitare che il prezzo del titolo calasse eccessivamente.

INVESTITORI INSORGONO CONTRO FACEBOOK

Morgan Stanley, nei cui confronti è stata già aperta un’indagine, si difende affermando che per Facebook sono state seguite le procedure utilizzate per tutte le altre Ipo e che le lamentele degli investitori sono riconducibili esclusivamente al calo inaspettato del titolo. Ma che qualcosa sia andato storto non lo dicono solo gli investitori. L’amministratore delegato del Nasdaq, Robert Greifeld, ha infatti ammesso che ci sono stati errori nel collocamento di Facebook, mentre il chief financial officer di Facebook, David Ebersman, ha deciso di aumentare del 25% il numero delle azioni da emettere tre giorni prima dell’ipo, una decisione che secondo gli esperti ha pesato non poco sul flop del titolo.

COMPRARE AZIONI FACEBOOK CARTACEE

Queste polemiche, tuttavia, a prescindere dalle responsabilità, hanno portato alla luce quelli che in tanti hanno già ribattezzato come il piccolo grande segreto di Wall Street, ovvero che i grandi investitori istituzionali ricevono una sorta di trattamento di favore sotto forma di informazioni confidenziali mentre i piccoli risparmiatori vengono lasciati allo scuro di tutto.

Tags:

Lascia una risposta