Fallimento Kodak sempre più probabile

19 gennaio 2012 12:440 commenti

La Eastman Kodak, storica società statunitense fondata nel 1880 da George Eastman e per anni leader e simbolo del settore fotografico, ha ieri avviato la procedura di bancarotta assistita, depositando presso un tribunale di Manhattan la richiesta per il “Chapter 11”, legge del diritto societario americano che gestisce il fallimento delle aziende. La decisione è stata annunciata dal Ceo, Antonio Perez, che ha sottolineato come il passo sia stato considerato necessario e giusto per il futuro della Kodak dall’intero consiglio di amministrazione, considerato il bilancio dell’azienda che, a fronte di un attivo di 5,1 miliardi, ha una passività che ammonta a 6,8 miliardi di dollari.


Il “Chapter 11” consentirà alla Kodak di continuare ad operare grazie al blocco automatico di tutte le azioni messe in atto dai creditori per recuperare i loro crediti, tra cui il maggiore è Bank of New York Mellon che vanta un credito non garantito per 668 milioni di dollari e 776 milioni di credito garantito da tutti i beni di proprietà Kodak negli Stati Uniti. Le attività dell’azienda durante la procedura di fallimento assistito proseguiranno anche grazie a un finanziamento di 950 milioni assicurato da Citigroup.

L’azienda che nel corso dei suoi oltre 130 anni di storia ha fatto si che la macchina fotografica divenisse oggetto alla portata delle masse (da ricordare la Brownie, macchina fotografica corredata di pellicola e venduta a prezzi popolarissimi) ha cominciato ad accusare perdite e difficoltà con l’alba del nuovo millennio, incapace di tenere il passo con l’emergere delle nuove tecnologie, di vendere i propri brevetti e raccogliere così nuovi capitali: dal 2003 sono stati già chiusi tredici stabilimenti, 130 laboratori e licenziati circa 47mila dipendenti. Sintetizzano perfettamente la profonda crisi della società i dati di Wall Street: quel titolo che a metà anni ’80 valeva oltre 80 dollari, ieri era quotato in borsa a meno di un dollaro.






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