Home / economia / Fassina, l’austerità non paga

Fassina, l’austerità non paga

L’austerità voluta dal Governo Monti per risanare i conti dell’Italia sta dando i suoi frutti con molti sacrifici degli italiani. Non tutti i politici e gli economisti sono però concordi con l’idea che i sacrifici e l’austerità possano essere una buona ricetta contro la crisi. Tra questo c’è Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro del Partito Democratico. Secondo Fassina, i dati ISTAT di previsione per il 2013 dimostrano che se anche c’è un miglioramento, non si può parlare di ripresa e la situazione resta di crisi.

La critica di Fassina si incentra soprattutto sulle condizioni economiche e sociali e il rischio di disperazione e populismo. Il responsabile Economia e Lavoro del Partito Democratico parla di fiscal union per avviare politiche anti-cicliche e investimenti finanziati da project-bonds. Insomma, puntare sulla crescita piuttosto che ottemperare alle volontà di risanamento, considerate eccessive, proposta dall’Unione Europea. Inoltre, per Fassina:

la drammatica caduta della domanda interna in atto e prevista dovrebbe indurre il governo a evitare l’aumento dell’Iva anche per l’aliquota del 21%, eliminare franchigie e tetti alle detrazioni e deduzioni Irpef e concentrare le poche risorse disponibili per sostenere i consumi delle famiglie piu’ in difficolta.