Fiat proprietaria di Chrysler: tutti i segreti dell’accordo

2 gennaio 2014 14:140 commentiDi:

Logo-FIAT-

Aggiornamento. Sulla base di quanto previsto dagli analisti di mercato, in seguito all’accordo siglato con Chrysler, il titolo Fiat è stato protagonista nella giornata di ieri, 2 gennaio 2014, di un vero e proprio rally a Piazza Affari, guadagnando il 16 per cento. 

L’inizio del 2014 porta in casa Fiat grandi novità in seno all’organizzazione aziendale. Nella giornata di ieri, infatti, è stato finalmente raggiunto, dopo mesi di trattative, l’atteso accordo con il fondo americano Veba, in base al quale il Lingotto diventerà proprietario dell’intera Chrysler.

Per la storica casa automobilistica torinese si tratta di un accordo epocale, per il quale l’intero gruppo Fiat era a lavoro sin dal 2009, quando l’azienda era stata scelta per contribuire alla ricostruzione della casa produttrice di Detroit. Ma anche i termini dell’accordo siglato ieri sono stati particolarmente vantaggiosi per Fiat, che ha così conseguito un duplice successo.

Fusione Fiat-Chrysler vicinissima

Si complica l’affare Fiat-Chrysler

I termini dell’accordo tra Fiat e Chrysler

Il fondo americano Veba cederà infatti al Lingotto il restante 41,5 per cento di Chrysler, rendendolo proprietario dell’intero 100 per cento, dietro il versamento di 3,65 miliardi di dollari, una parte dei quali, 1,75 miliardi, verranno trasferiti in modalità cash, mentre i restanti, 1,9 miliardi, saranno versati come dividendo straordinario, risultate dalla somma tra la quota di Torino – a cui Fiat rinuncerà – e quella destinata al socio americano.

In questo modo Fiat non avrà bisogno di varare alcun aumento di capitale per entrare in possesso dell’intero marchio Chrysler e di conseguenza non si ipotizza neanche una quotazione dell’azienda di Detroit in borsa. Il successo di Fiat nel raggiungimento di questo accordo, inoltre, risulta anche dalle nude cifre. La casa automobilistica americana, infatti, era stata valutata complessivamente dalle banche 4,2 miliardi di dollari, mentre i sindacati ne avevano chiesti 5 per procedere alla trattativa. Alla luce della nuova intesa, invece, Fiat spenderà in totale solo 4 miliardi di dollari per comprare il 100 per cento di una azienda che solo nel 1998 era stata pagata 36 miliardi di dollari.

 

Il divertente spot americano della Fiat 500L [VIDEO]

spot fiat 500L

Grande soddisfazione in casa Fiat

Alla luce di questi numeri si può quindi comprendere il grande entusiasmo e la grande soddisfazione che regnano in questi giorni in casa Fiat. Molto soddisfatti per il raggiungimento dell’accordo si sono dimostrati anche l’amministratore delegato Sergio Marchionne e il presidente John Elkann.

Marchionne ha infatti parlato di una “intesa storica” a proposito della recente unione tra il gruppo Fiat e il gruppo Chrlysler, che permetterà di creare una casa costruttrice finalmente “globale”, forte di esperienze, competenze e un punto di vista unico al mondo. Il pensiero dell’amministratore delegato si è quindi espresso in un sentito ringraziamento a tutto il team di leadership che negli anni ha sempre lavorato al massimo in favore di questa auspicabile integrazione.

La lettera di John Elkann e Sergio Marchionne a tutti i dipendenti Fiat

Il presidente di Fiat John Elkann, insieme allo stesso amministratore delegato, ha inoltre inviato una lettera a tutti i dipendenti del gruppo dopo il raggiungimento dell’accordo con lo Uaw, l’United Auto Worker – il sindacato di Detroit, in cui ha sottolineato l’unicità di una giornata storica per il gruppo nella quale hanno potuto vedere la luce i risultati di quattro anni e mezzo di lavoro: un lavoro che ha alla fine assunto l’aspetto di un “grande sogno di integrazione culturale e industriale“.

Nella lettera vengono ripercorse con parole ricche di entusiasmo le tappe del cammino che Fiat e Chrysler hanno compiuto insieme negli ultimi anni per arrivare alla completa fusione tra le due società. Vengono ad esempio citati la condivisione e lo scambio di esperienze e conoscenze, ma anche le sfide, le risorse, i traguardi e le ambizioni vissute insieme.

Particolare risalto viene dato ai valori del gruppo, come l’eccellenza, l’integrità e la trasparenza, che sono stati da subito condivisi dalle due aziende e hanno sempre ispirato il lavoro dei due gruppi. Con l’integrazione tra le due società, proseguono i due leader,  vede la luce un nuovo costruttore di auto mondiale, pronto a scrivere un nuovo capitolo di storia, forte del suo prezioso capitale umano, che è riuscito a superare barriere geografiche e culturali e a convertirle in punti di forza.

Elkann e Marchionne chiudono quindi la lettera chiedendo ai dipendenti Fiat di restare uniti nell’impegno che hanno sempre dimostrato negli anni, assicurando che il nuovo capitolo che si aprirà per Fiat – Chrysler sarà ancora più stimolante e ricco di opportunità di crescita personale e professionale di quello passato.

Non potevano infine mancare, in calce alla lettera redatta nel primo giorno del nuovo anno, i più sentiti auguri e auspici per l’inizio di un ottimo 2014, rivolti calorosamente a tutti i dipendenti del gruppo e alle loro famiglie.

fiat-500l

La reazione dei mercati all’accodo Fiat – Chrysler

Così come previsto dagli analisti, che avevano sottolineato in coro il buon affare compiuto da Fiat attraverso l’accordo di integrazione, la notizia della fusione con Chrysler sembra essere stata accolta in maniera molto positiva anche dai mercati, che hanno a partire da questa mattina premiato i titoli del Lingotto. Secondo alcune previsioni i titoli, già nella prima giornata potrebbero acquisire oltre il 15 per cento del loro valore.

I progetti di Fiat in seguito alla fusione con Chrysler

Ma alcuni analisti, in seguito all’inizio della nuova stagione che si apre per Fiat, hanno previsto anche scenari diversi. Secondo alcuni, infatti, i titoli Fiat potrebbero d’ora in avanti essere quotati in maniera massiccia a Wall Street con una presenza solo secondaria a Piazza Affari, mentre sul lato pratico anche la sede di Torino potrebbe subire modifiche all’interno della nuova organizzazione.

La sede principale della Fiat, quella produttiva, potrebbe essere spostata anche a Detroit, dove si concentrerà il massimo della produzione, mentre come già successo con Fiat Industrial – oggi in Olanda, si potrebbero valutare altre soluzioni internazionali per lo stabilimento della sede legale, in un paese che possa garantire maggiori vantaggi fiscali al gruppo. Anche in un contesto di grandi cambiamenti organizzativi, tuttavia, la storica sede di Torino dovrebbe continuare ad essere almeno il centro della divisione europea del marchio.

Per quanto riguarda invece il lato vero e proprio della produzione, ci si aspetta un grande cambiamento di scenario a livello globale, che potrebbe coinvolgere anche l’Italia.

Non è un mistero, infatti, che Sergio Marchionne, in vista dell’atteso accordo con Chrysler, abbia temporeggiato per molti mesi senza dare vita a nuove produzioni. Da questo mese, però, e ancora di più da aprile, quando verrà presentato il nuovo piano industriale, Fiat potrebbe avere più risorse a disposizione per compiere investimenti nella Penisola e per portare alla riscossa il marchio Alfa Romeo, segmento alto del gruppo, in linea con la strategia applicata già con la nuova 500 e il brand Maserati.

Tags:

Lascia una risposta