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Fiat Mirafiori. Berlusconi si schiera con Marchionne

Il Primo Ministro, Silvio Berlusconi, da Berlino, dove si trova per il bilaterale Italia-Germania, si è schierato con Sergio Marchionne, l’amministratore delegato di Fiat. 

“Nel caso in cui il referendum bocciasse l’intesa raggiunta le imprese e gli imprenditori avrebbero buone motivazioni per spostarsi in altri paesi”. Ha dichiarato il presidente del Consiglio, commentando l’accordo raggiunto tra Fiat e i sindacati. 

“I lavoratori di Mirafiori devono avere fiducia nel futuro e in loro stessi”. Così Marchionne si rivolge ai dipendenti della Fiat di Torino, alla vigilia del referendum, previsto per oggi e domani.   

Dure parole arrivano, tuttavia, dal leader della Cgil, Susanna Camusso, replicando all’affermazione di Berlusconi:  “Sta facendo a gara con l’amministratore delegato di Fiat a chi fa più danno al paese”. Anche il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha ritenuto “vergognose” le parole del premier. 

Cosa prevede l’accordo. L’accordo è suddiviso in dieci punti, secondo quanto spiega la Fismic,  prevede un investimento in joint venture (collaborazione) tra Fiat e Chrysler per oltre un miliardo di euro, la produzione a regime di 280mila vetture l’anno di Suv Chrysler e Alfa Romeo, il pieno utilizzo degli impianti su sei giorni lavorativi, il lavoro a turni avvicendati che mantiene l’orario individuale a 40 ore settimanali, la crescita del reddito annuo individuale di circa 3.700 euro, la possibilità di lavorare il 18esimo turno solo con il pagamento dello straordinario, il mantenimento della pausa per la mensa nel turno fino a che la joint venture non andrà a regime, la salvaguardia dei malati reali e un intervento volto a colpire gli assenteisti (in caso di malattie di durata non superiore a 5 giorni, che precedono o seguono festività, ferie o riposo settimanale, ripetute oltre due volte nell’arco dell’anno, dal terzo episodio analogo non verrà riconosciuto il trattamento economico a carico dell’azienda per il primo giorno di assenza. Se invece, la commissione rileva che il tasso di assenteismo non è sceso sotto il 4%, in caso di malattie brevi, di durata non superiore a 5 giorni, che precedono o seguono festività, ferie o riposo settimanale, ripetute oltre due volte nell’arco dell’anno, dal terzo episodio analogo non verrà riconosciuto il trattamento economico a carico dell’azienda per due giorni).

Sempre nell’accordo è prevista la compensazione di oltre 32 euro mensili per l’assorbimento della pausa di 10 minuti, il mantenimento di tutti i diritti individuali oggi esistenti e il loro miglioramento attraverso la prossima stesura di un Contratto Collettivo su molti punti migliorativi del Ccnl Metalmeccanici (scatti di anzianità, paga base, premio di risultato).

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