Fiat vince ricorso licenziati Pomigliano

23 gennaio 2013 12:300 commenti

Il Tribunale di Roma non ha accolto il ricorso della Fiom a seguito dei 19 licenziamenti collettivi annunciati dalla Fiat per la filiale di Pomigliano, non essendo stato ancora preso nessun provvedimento esecutivo.

La sentenza emessa dal giudice Elena Boghetich parla di un difetto di legittimazione attiva degli intervenienti, mettendo in evidenza la necessità di aspettare il provvedimento finale, il quale si configura l’esito di una sequenza di azioni a valenza interna.

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Di conseguenza, la valutazione del pregiudizio richiede che il momento perfezionativo dell’atto possa essere completato.

La Fiat ha dato il via alle procedure sulla messa in mobilità collettiva dei 19 lavoratori contemplata dalla legge 223 del 1991, conclusasi con la convocazione lo scorso 14 gennaio dei sindacati.


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Successivamente la procedura di consultazione con Fim-Cisl, Uilm, Fismic, Ugl e Rsa si è conclusa con un verbale di mancato accordo.

Sindacati

Ora, la Fiat ha 120 giorni di tempo per stabilire come agire. In mancanza di un accordo tra le parti, sarà data priorità ai criteri della legge 223 per capire quali saranno i lavoratori che subiranno il licenziamento.

Naturalemte, i sindacati hanno espresso un parere contrario già lo scorso 14 gennaio, mettendo in evidenza che sarebbero penalizzati i dipendenti con minore anzianità aziendale. L’identikit fornito corrisponde proprio ai 19 neoassunti con tessera Fiom, i quali peraltro non potrebbero neanche accedere all’indennità di mobilità, nè a un altro ammortizzatore sociale.






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