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Frutta e verdura e trasporti in aumento: nuova stangata per le famiglie di quasi 200 euro

L’Istat è in grado di stabilire non solo la variazione dei prezzi di genere, ma riesce a stabilire anche i rialzi di singoli prodotti, almeno quelli usati abitualmente dalle famiglie italiane. Visionando un elenco lunghissimo di centinaia di prodotti, si evidenzia come le arance, i pomodori, e l’insalata abbiano avuto forti rincari. Per gli esperti queste variazioni in crescita solo per alcuni prodotti si possono trasformare quasi sicuramente in una stangata per le famiglie fino ad arrivare ad un massimo di 200 €.

Balzi di oltre il 15% per agrumi e biglietti aerei si ‘nascondono’ dietro un’inflazione ‘light’, che ha chiuso il 2017 all’1,2%. Insomma se la media dei prezzi è risultata moderata, guardando alle singole voci le impennate, ma anche le discese, non mancano.

Tabelle dell’Istat alla mano, appaiono in deciso rialzo i voli, sia nazionali (+13,4%) che europei (+15,5%) e intercontinentali (+17,1%). E ancora, si scopre come lo scorso anno le arance siano aumentate del 15,4%. Sul versante alimentare seguono i pomodori (+13,8%) e l’insalata (+12,4%).

“Frutta e verdura, rincari ingiustificati”

“Alla base dei rincari nel settore alimentare che, come attesta l’Istat, ha visto incrementi elevatissimi per agrumi, pomodori, insalata, ecc.,  vi sono senza dubbio le speculazioni sui listini dell’ortofrutta legate al maltempo” afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi

“Come si ricorderà, le nevicate e le gelate che a gennaio 2017 investirono l’Italia portarono ad aumenti record per un lungo elenco di prodotti. Un effetto a cascata che coinvolse molti beni alimentari che non erano stati minimamente coinvolti dal maltempo, i cui prezzi si impennarono ingiustificatamente con effetti diretti sull’inflazione”.

Inflazioni, le previsioni per il 2018

Secondo le previsioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio l’inflazione, ovvero il rialzo dei prezzi dei beni di conusmo, dovrebbe rinforzarsi dal 2019 anche se ci si attende un calo del prezzo del petrolio e un “aiuto” da parte del rafforzamento dell’euro.

Data l’evoluzione del Pil reale, l’aumento dell’inflazione e della ragione di scambio determinano una previsione di crescita del PIL nominale nell1,9 per cento nel 2017, nel 2,7 per cento nel 2018 e nel 3,1 per cento nel 2019.

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