Fuga di capitali stranieri dall’Italia

23 febbraio 2012 12:040 commenti

Nel mese di dicembre 2011 la tensione sui bond sovrani nella zona euro è salita alle stelle, tanto che la Banca Centrale europea è dovuta intervenire con una maxi-operazione straordinaria di rifinanziamento a lungo termine (LTRO) per concedere prestiti illimitati alle banche ad un tasso molto agevolato (1%). A fine dicembre, però, lo spread Btp-Bund si attestava ancora sopra i 500 punti base chiudendo l’anno a 519 bp. Considerando anche la bocciatura di Standard & Poor’s al livello “BBB+”, la reazione degli investitori è stata quella più ovvia, cioè allegerire l’esposizione sul debito italiano. Tuttavia, se si considera soltanto il denaro investito dai non residenti in Italia, c’è da annotare una fuga di capitali stranieri piuttosto consistente con un disinvestimento netto complessivo nell’ordine dei 24 miliardi di euro.


E’ quanto emerge dai dati diffusi ieri nel supplemento del bollettino statistico di Bankitalia, riguardante la bilancia dei pagamenti italiana e la posizione patrimoniale con l’estero. Il deflusso di denaro estero è avvenuto quasi del tutto per la vendita di titoli di stato (23,5 miliardi di euro). Tuttavia, la fuga di capitali stranieri è stata compensata dagli acquisti dei residenti. In particolare, le banche hanno aumentato con decisione l’acquisto dei titoli di stato italiani, sfruttando la possibilità di lucrare dal “carry trade” tra il denaro a basso costo offerto dalla Bce e gli allettanti rendimenti di BoT e BTp.

Da inizio anno l’investimento in titoli di stato italiani ha già regalato grandi soddisfazioni, con un profitto – in base alle varie scadenze – compreso tra l’8% e il 26%. Per quanto riguarda la bilancia dei pagamenti, invece, nel 2011 è stato registrato un saldo negativo di 50,5 miliardi di euro. Rispetto al 2010 è avvenuto un miglioramento, visto che dodici mesi prima il saldo era stato negativo per 54 miliardi di euro. A dicembre 2011 il disavanzo era di appena 402 milioni di euro, molto meglio del passivo registrato dodici mesi prima per 4,86 miliardi di euro.






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