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Campania la prima regione per numero di venditori milionari su eBay

L’eCommerce ti fa ricco, e anche tanto. Secondo dati interni eBay, il numero di utenti milionari è in continua crescita in Italia: nel 2017 oltre 121 attività online hanno avuto fatturati superiori a 1 milione di dollari, un dato in crescita del 5% rispetto al 2016 e addirittura del 15% rispetto a due anni prima. Proprio la Campania si conferma terra di imprenditori di successo, al primo posto nella classifica delle regioni con il più alto numero di milionari con il 25%, seguita al secondo posto dalla Lombardia con il 17%. A chiudere il podio, Sicilia e Puglia con, rispettivamente, il 10% e il 9%.

Un trend positivo che dimostra come l’eCommerce possa costituire una leva fondamentale per fare impresa, anche in contesti dove l’imprenditorialità tradizionale fatica a decollare. Le regioni del Sud Italia sono infatti quelle che ospitano quasi la metà di tutti i milionari su eBay.it (48%), seguite dalNord (28%) e dal Centro (24%). Numeri che confermano come il meridione sia sempre di più un laboratorio in cui si sperimentano, con successo, nuovi modi di fare impresa.Dalla Campania, e più precisamente da Caserta, arrivano Alberto Liguori e Gregorio Fraulo, titolari diGolden Outlet, attività online specializzata nella vendita di orologeria e gioielleria nata nel 2009 proprio su eBay, «grazie al sistema di eBay, le spese che dovevamo sostenere erano molto contenute e questo ci ha permesso di partire senza dover richiedere prestiti o anticipi. Per il primo anno e mezzo abbiamo reinvestito tutti i guadagni in merce e piano piano ci siamo strutturati. Oggi siamo un’impresa solida, con un fatturato milionario che è cresciuto costantemente».

Da Napoli arriva invece Carlo Di Maio, trentenne che gestisce insieme al padre Giovanni l’officina Città Gomme. «eBay ci ha permesso di crescere molto, arrivando a clienti che prima era impossibile raggiungere», racconta Carlo. «Tutto nasce per caso quando ho messo in vendita su eBay alcuni cerchi in lega che avevamo in magazzino. Dopo poche ore erano già stati acquistati e da lì ho capito come fosse strategico affiancare alla nostra officina un’attività online. Dal 2004 a oggi abbiamo venduto più di 8.000 articoli online ad acquirenti in tutto il mondo».Quali sono i settori in cui operano questi venditori di successo? La categoria con il maggior numero di milionari si conferma l’Elettronica di consumo (38%), seguita da Casa e Arredamento (32%), in crescita rispetto agli anni precedenti. Chiudono la classifica Ricambi Auto e Moto (23%) e Abbigliamento (7%).

Grazie ad eBay, molte aziende italiane hanno la possibilità di aprirsi a mercati internazionali e di accedere ad un bacino di oltre 175 milioni di acquirenti attivi nel mondo. Non è un caso che, su eBay, quasi 7 venditori italiani su 10 vendono i propri prodotti all’estero. eBay inoltre, non compete mai con i propri venditori, dal momento che non vende e non compra nulla direttamente, ma ha come unico scopo quello di supportare le aziende che decidono di aprirsi all’eCommerce, un modello che permette a molte PMI italiane di crescere online con enorme successo, arrivando addirittura a registrare fatturati milionari.

«Siamo particolarmente felici di veder aumentare anno dopo anno il numero di venditori milionari su eBay.it. Questi dati dimostrano come la nostra piattaforma sia sempre di più un abilitatore e un acceleratore di business di successo», ha commentato Susana Voces, General Manager di eBay in Italia e Spagna. «Il fatto che ci siano milionari sparsi in tutta Italia, con una bella concentrazione nel Sud, dimostra come l’eCommerce sia oggi una risorsa fondamentale per tutte le realtà imprenditoriali. Questi numeri sono per noi uno stimolo a lavorare ancora più duramente per garantire ai nostri oltre 35.000 venditori professionali italiani una piattaforma che possa permettergli non solo di avviare facilmente un’attività online, ma anche di farla crescere nel tempo fino a raggiungere dimensioni e fatturati notevoli, a riprova di come l’eCommerce possa costituire un supporto fondamentale per l’imprenditorialità».

Amazon raddoppia il canone e si compra anche i negozi

«Importante cambiamento al tuo abbonamento Amazon Prime». È il titolo della mail che gli iscritti al servizio di consegna rapida, com’è chi scrive, hanno ricevuto ieri dal colosso della logistica Usa. Nel corpo della missiva, dopo i ringraziamenti per essere un «fedele» cliente, la cattiva notizia: «Il prezzo dell’abbonamento annuale aumenterà a 36 euro l’anno». Tanto? Poco? Ma soprattutto, quanto costava prima? Nella mail, ovviamente, non c’è scritto per evitare che il “fedele” cliente si renda subito conto che i “soli” 3 euro al mese del nuovo abbonamento siano in realtà quasi un raddoppio di quanto chiesto in precedenza, vale a dire 19,99 euro l’anno.

Due altre notizie hanno riguardato ieri il gioiello di Jeff Bezos: la prima è lo sciopero dei dipendenti del più grande centro logistico di Amazon in Spagna, a San Fernando de Henares, vicino a Madrid, per chiedere migliori salari e condizioni di lavoro. La seconda è che dopo aver contribuito al fallimento della catena statunitense di giocattoli Toys “R” Us e averne beneficiato nei giorni successivi in Borsa, ora Amazon, dice l’agenzia Bloomberg, sta valutando l’acquisto di alcuni suoi punti vendita. Una beffa, dopo il danno.

Tornando all’abbonamento Prime, una volta considerati i fatti, il primo pensiero è se vale la pena continuare ad essere un “fedele” cliente pagante. I principali servizi offerti dall’abbonamento sono: «Spedizioni illimitate in 1 giorno su oltre 2 milioni di prodotti e in 2-3 giorni su molti altri milioni». Chi scrive vive a Milano e i cinque/sei acquisti effettuati nell’ultimo anno via Amazon hanno impiegato non meno di quattro/cinque giorni prima di arrivare a destinazione, quelli targati Prime compresi. Poi c’è Prime Video, selezione di film e serie tv, servizio mai utilizzato per colpa della concorrenza. «I clienti Amazon Prime beneficiano inoltre di Prime Photos, che offre spazio di archiviazione illimitato per conservare tutti i tuoi ricordi, e dell’accesso anticipato alle Offerte lampo, che ti permette di acquistare le tue offerte preferite con 30 minuti di anticipo». Servizi irrinunciabili? Meglio pensarci su: l’aumento scatta «a partire dal 4 aprile 2018 per le nuove iscrizioni e a partire dal 4 maggio 2018 per i clienti già iscritti».

Come cancellarsi: una volta entrati nel proprio account, si clicca sul link “Il mio Amazon Prime” nella finestra che si apre passando con il mouse sulla scritta “Account e liste”, in alto a destra. Sulla colonna di sinistra, l’ultima voce è “Annulla iscrizione – Rinuncia ai benefici di Prime”. E una volta cliccato Amazon dice: «Sei sicuro di voler rinunciare ai vantaggi di Amazon Prime?». Tre le opzioni proposte: «Ricordamelo più tardi», «Termina i miei benefici», «Mantieni i miei benefici». «Ricordamelo più tardi»… potenza del marketing.

I PRO E I CONTRO DELL’ACQUISTO ONLINE Le motivazioni economiche (prezzi più bassi), il maggior assortimento (scelta prodotti più ampia) e l’acquisto consapevole (possibilità di comparare i prodotti, e di informarsi sulle loro caratteristiche) sono le ragioni principali degli acquisti in internet. Ragioni che riguardano la sfera emotiva del consumatore, che ritiene di poter scegliere meglio e fare l’acquisto migliore (certo, anche in termini di prezzo, ma non solo). Le ragioni principali di chi non acquista su internet consistono nella mancanza di relazione con il venditore (chi c’è dall’altra parte dello schermo? A chi chiedo se ho bisogno di un consiglio?), nell’impossibilità di verificare il prodotto e, conseguentemente, il timore di non poterlo restituire (è veramente come lo descrivono o come appare dalle foto? Come faccio a sapere che la misura è quella giusta? Come faccio ad acquistare senza provare il prodotto? Se non è quello che credevo posso restituirlo? Come? Con quali costi?); la scarsa fiducia nei metodi di pagamento online (il sistema è sicuro? Mi fido a inserire i dati della mia carta di credito online? I soldi li scalano subito o alla consegna della merce? E se poi la merce non arriva o arriva danneggiata? Cosa devo fare se cambio idea e voglio restituire la merce?). Il tema della sicurezza dei dati della propria carta di credito nelle transazioni online è, un elemento centrale per lo sviluppo dell’e-commerce. Secondo i dati Contactlab, il 63% dei clienti è disposto a rinunciare all’acquisto se non trova un sistema di pagamento in grado di infondergli sicurezza. Sulla sicurezza nell’acquisto online inciderà l’ulteriore evoluzione dei sistemi di pagamento. Negli ultimi anni si sono diffuse carte di credito prepagate e altre soluzioni ideali per l’ecommerce come PayPal. Lo sviluppo di soluzioni in grado di garantire un livello sempre maggiore di sicurezza grazie a strumenti a protezione dell’acquirente e alla facilità di rimborsi nel caso di truffe può rappresentante fattore innescante per una progressiva accelerazione del fenomeno dell’e-commerce, riducendo il livello di “ansia” che alcuni possono provare nell’acquistare online un prodotto senza poterlo toccare, provare, vedere dal vivo e interagire direttamente con il venditore ma solo tramite uno schermo. Aumenta nel 2013 il valore delle vendite online transato attraverso carta di credito (71%) o PayPal (21%) mentre diminuisce l’incidenza degli altri strumenti di pagamento, dal bonifico bancario (4%) al pagamento alla consegna (3%).

LA SVOLTA NEL COMMERCIO AL DETTAGLIO E’ IL CORRETTO USO DEL WEB – LA STRATEGIA ONLINE I piccoli negozi indipendenti, spesso in posizioni defilate rispetto alle principali vie dello shopping, hanno oggi a disposizione strumenti che vanno oltre il volantinaggio o il sandwich man. Per quanto alcune forme tradizionali di promozione rimangano efficaci, oggi, nell’”era digitale”, il negozio ha la possibilità di un posto in prima fila in una enorme piazza, quella del web, da cui passano quasi tutti i consumatori. Il negozio, attraverso una corretta presenza digitale, può, anzi deve, disporre di una “ulteriore vetrina” per intercettare i clienti, raccontare le proprie specificità, costruire una relazione, stimolare la visita al negozio fisico, promuovere iniziative e, laddove opportuno, concludere la vendita online. Le possibilità di intervento online per attrarre nuovi clienti e rafforzare la relazione e la qualità del servizio verso quelli esistenti sono ampie, e quale scegliere è legata alle specificità del negozio e alle opzioni strategiche messe in campo dal suo gestore. L’attività su Internet non è differente dalle attività off-line: così come non si può improvvisare l’apertura di un negozio fisico, è altrettanto sconsigliabile iniziare l’attività online senza adeguata pianificazione. L’attività online, così come la gestione di un negozio fisico, richiede costante presidio e miglioramento progressivo. In linea generale, operando una forte ma necessaria semplificazione, è possibile identificare tre fasi che caratterizzano la “presenza digitale” di un negozio e che ne possono scandire l’evoluzione richiedendo un crescente impegno e impatto su attività anche off line. La prima opzione consiste nello sviluppare un sito web che consenta al negozio di farsi conoscere, raccontare le proprie specificità e il perché sceglierlo, dando “un assaggio” dei propri prodotti e servizi, fornendo informazioni utili e stimolando i clienti a visitare il negozio: una “vetrina digitale”. La seconda opzione integra la presenza del negozio sul web con un forte coinvolgimento dell’utenza, la sua profilazione e conseguente personalizzazione della relazione e servizio offerto, al fine di rafforzare il legame con clienti che hanno comprato e potrebbero decidere di farlo nuovamente, ma anche con chi non ha ancora deciso di comprare e potrebbe farlo nel futuro: una vetrina con strumenti di coinvolgimento dei visitatori.

L’USO DI INTERNET IN ITALIA Anche in Italia, nonostante tutte le difficoltà molto dibattute e ormai note (velocità di banda, difficoltà di connessione nelle zone poco densamente popolate, digital divide e scarsa conoscenza del digitale da parte di ampie fasce di popolazione, ecc.) Internet è un fenomeno inarrestabile e in espansione. Il 60% dei nuclei familiari accede alla rete, percentuale che sale al 85,7% nelle famiglie dove è presente un minore. Il 44%1 delle famiglie possiede un cellulare abilitato alla connessione a internet. Questo fenomeno ha importanti impatti sulle modalità di interazione e comunicazione tra negozio e clienti. Infatti, il cellulare, assieme alle chiavi di casa e al portafoglio, è uno dei pochi oggetti che abbiamo sempre con noi e questo aumenta enormemente le occasioni per il possibile utilizzo. L’evoluzione di internet ha, dunque, portato a una crescita delle possibilità di comunicazione e interazione con l’esterno (e-mail, videochiamate, telefonate sulla rete, chat, blog, partecipazione a social network), di gran lunga l’attività più frequente, con punte di oltre l’80% dei navigatori nel caso dell’uso delle e-mail.

IL COMMERCIO ELETTRONICO IN ITALIA Nel 2013 il mercato dell’e-commerce, inteso come il valore degli acquisti degli italiani da siti sia nazionali che stranieri, è stato pari a 12,6 miliardi di euro (+ 15% rispetto al 2012). Se consideriamo unicamente il valore delle vendite da siti con operatività in Italia, questo è pari a 11,3 miliardi di euro3 . In Italia l’e-commerce è cresciuto dal 2006 ad oggi a un ritmo di circa il 20% all’anno (con esclusione del solo passaggio dal 2008 al 2009 in cui è rimasto sostanzialmente costante, dato che ovviamente va interpretato tenendo conto del picco della crisi e confrontato con l’andamento del fatturato delle imprese che non hanno fatto e-commerce). Le piccole e medie imprese che hanno fatto e-commerce sono cresciute del +1,3% l’anno proprio nel triennio 2008-2010 contro il -4,5% di chi non aveva nessuna presenza online e il -2,4% di chi aveva un solo sito vetrina.

Ma chi sono gli acquirenti online? Non si tratta solo di giovanissimi (che restano i maggiori utilizzatori di internet in generale), perché è necessario guadagnare un certo reddito da spendere per essere un heavy spender (altospendente), anche online, né dei più ricchi, solitamente più avanti con l’età (soprattutto in Italia) che, per caratteristiche demografiche e per importo medio delle transazioni utilizzano ancora canali di acquisto tradizionali. I maggiori acquirenti online sono comunque le fasce medio-alte, che hanno un grosso peso sia in termini di volumi complessivi che, soprattutto, di influenza nei confronti degli altri (cd. Opinion Makers).

Per quanto riguarda le merceologie, il turismo fa la parte del leone, favorito dall’abitudine consolidata di pagare caparre per le prenotazioni (prima si faceva via fax, ora si fa online), o di pagare in anticipo l’importo del viaggio (è normale pagare prima di usufruire del servizio), così come la vendita online di biglietti per i trasporti (aereo, treno, ecc.) che pesa per il 72% sul totale delle vendite del settore. Importante il ruolo rivestito anche da informatica ed elettronica, favorite dal mezzo utilizzato per navigare (il computer, la connessione), le assicurazioni e i servizi finanziari in genere (vale lo stesso discorso del turismo per il pagamento anticipato, sommato agli importanti investimenti del settore bancario per promuovere i servizi online, con l’obiettivo di abbattere i costi). L’editoria è favorita dalla digitalizzazione di libri, canzoni, video, ecc. Abbastanza sorprendentemente, ma solo per chi non conosce il settore, l’abbigliamento (di cui l’e-commerce vale il 2,5% del totale delle vendite retail del comparto), registra per il sesto anno consecutivo il tasso di crescita maggiore (+30%).