I dati sui patrimoni mobiliari saranno obbligatori nell’ISEE 2014

30 marzo 2014 15:020 commentiDi:

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A partire dal mese di maggio 2014 entreranno in vigore, come annunciato già da qualche tempo, delle nuove regole in merito alla compilazione dell’ISEE, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, ovvero quel documento necessario per richiedere agevolazioni o sconti proporzionali alla propria situazione economica previsti a livello nazionale.

A partire dal 9 maggio prossimo, infatti, il nuovo ISEE 2014, a differenza del passato, dovrà essere compilato anche con i dati relativi al patrimonio mobiliare posseduto, ovvero quella parte della propria ricchezza composta da conti correnti, deposito titoli e investimenti.

Nuovo ISEE 2014 – Ecco le regole per usufruire delle agevolazioni sociali


Prima di quest’anno non tutti i contribuenti, pur beneficiari delle prestazioni sociali, che vanno dalle riduzioni per le mense scolastiche, gli asili nido alle tasse universitarie, erano soliti segnalare all’interno del documento ISEE la presenza del patrimonio mobiliare.

Ma a partire da quella data di maggio saranno in realtà automatici anche i controlli effettuati sulle dichiarazioni, e per coloro che non dichiareranno il proprio patrimonio mobiliare scatteranno le opportune verifiche, che saranno basate sui dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate attraverso l’Anagrafe tributaria.

Secondo il Ministero del Lavoro, che sta portando avanti il passaggio alla nuova metodologia di controllo, nel corso del 2013 si è verificata una generale sottodichiarazione del patrimonio mobiliare, a tal punto che l’80 per cento delle famiglie che hanno richiesto le agevolazioni ha dichiarato di non possedere alcun conto corrente o libretto di risparmio.

Con il nuovo sistema verrà invece controllata la presenza dei conti correnti attivi e del loro imposto, e nel caso in cui venissero applicati trucchi elusivi di svuotamento dei conti al 31 dicembre, con ricostruzione a gennaio, verrà presa in considerazione la giacenza media annua. Il sistema vuole così garantire le prestazioni a chi ne ha effettivamente diritto.






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