Il 1° ottobre scatta l’aumento dell’Iva

18 settembre 2013 12:240 commentiDi:

enrico letta

Non c’è nulla da fare. Lasciare immutata l’aliquota dell’Iva è una spesa che il Governo al momento non può affrontare. Rimandare l’aumento dell’Iva di un punto percentuale al prossimo anno comporterebbe un ammanco di circa un miliardo di euro per le casse dello stato, che diventerebbero quattro se il blocco dell’aumento dell’Iva divenisse strutturale.

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Quindi, a dispetto di tutti gli annunci pubblici, l’aumento dell’Iva ci sarà e con quasi certezza scatterà a partire dal 1° ottobre 2013. Si passerà, quindi, dall’attuale aliquota del 21% al 22%, con un rincaro dei prezzi che andrà a toccare tutti i beni di largo consumo, anche quelli che non sono direttamente toccati dall’aumento dell’Iva (come il pane e il latte), sui quali però verranno spalmati i maggiori costi del trasporto delle merci.


Il problema, però, non è tanto che l’Italia non possa permettersi questo minor gettito, anche se la situazione è molto preoccupante c’è ancora qualche margine di azione: il problema è che l’Italia è sotto lo stretto controllo dell’Europa che vigila sul rapporto tra debito pubblico e Pil del paese. Un rapporto che deve assolutamente restare entro il 3%, pena la riapertura della procedura di infrazione per il paese.

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Unica altra soluzione per evitare l’aumento dell’Iva sarebbe stata di ripristinare l’Imu, ma sarebbe stata una mossa politica suicida da parte del giovane governo Letta.






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