Il calo della disoccupazione in Italia: tutto vero o è un bluff?

Continuano le cronache dell’ottimismo sull’Italia di Matteo Renzi: dopo l’uscita dalla recessione, una ripresa che, seppur lenta, c’è, è arrivato il turno del calo della disoccupazione, almeno secondo gli ultimi dati Istat, che scende sotto il 12% rappresentando un punto di arrivo molto importante per il governo. Merito delle riforme e più in particolare del Jobs Act, afferma Renzi, ma sembra che anche sotto questo aspetto valga il discorso che non esistono rose senza spine.

Sì, in soli 365 giorni l’aumento dei posti di lavoro si traduce in 325 mila unità in più e sì, l’Italia si sta lentamente riprendendo dopo essere uscita dalla recessione. L’Istat ha registrato un aumento dello 0,8% dell’occupazione giovanile (fascia d’età: 15-24) in agosto rispetto a luglio, con il tasso di occupazione giovanile che è aumentato di 0,1 punti percentuali, arrivando al 15,6%. L’occupazione è cresciuta negli ultimi mesi estivi, per un totale di +0,7% contando i mesi di giugno, luglio e agosto.

I lavoratori dipendenti sono cresciuti di 70 mila unità, tra cui si annoverano  i lavoratori a tempo determinato, cresciuti di 45 mila unità. In 1 anno il tasso di occupazione ha registrato un aumento di 0,9 punti percentuali, mentre gli occupati ammonterebbero in totale a 22 milioni e 566 mila unità.

Ora però leggiamo tra le righe: la disoccupazione giovanile ha registrato un incremento di 0,3 punti percentuali, passando dal 40,4% al 40,7%. Il periodo preso in esame dall’Istat riguarda l’estate, ovvero il periodo del lavoro stagionale, e infatti si è registrato un aumento dell’occupazione sulle spiagge italiane del 20%. Inoltre, i dati che non vengono pubblicizzati a dovere riguardano le ore lavorate: all’aumento dell’occupazione, infatti, non corrisponde un aumento del numero delle ore lavorate, le quali anzi sono al ribasso.

Ciò significa che, seppur aumenti il lavoro, le ore di lavoro continuano a diminuire, vale a dire si lavora (e si guadagna) di meno. Ecco il perché di una crescita lenta. Con la possibilità che tra altri 3 mesi leggeremo altri numeri.

 

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