Il programma economico del Premier Letta

30 aprile 2013 16:510 commenti

enrico letta

Eccolo, il tanto atteso programma economico formulato dal Premier Enrico Letta, prossimo a ricevere la fiducia di entrambe le camere per avviare i lavori.

Un programma dedito alle riforme, che con ogni probabilità sarà difficile realizzare. Il Paese è in piena emergenza economica, ma i problemi sono di varia natura.

Letta ha individuato cinque parole chiave, per coinvolgere imprese e consumatori e allontanare la crisi.

L’obiettivo numero uno del nuovo Premier? Ipse Dixit: “Di solo risanamento l’Italia muore, servono politiche per la crescita”.

La priorità assoluta per Letta è il lavoro. A cominciare dalla diminuzione delle tasse sul lavoro “stabile, sui giovani e sui neoassunti”, continuando mediante ulteriori investimenti riguardanti l’apprendistato e incentivi a part time misti, per finire con la progressiva introduzione di nuove risorse giovani.

Per quanto concerne le tasse, da giugno ci sarà lo stop al pagamento dell’IMU in attesa di una revisione dell’imposta relativa agli immobili il cui sistema generale di tassazione deve essere rivisto, e rinuncia a inasprire l’IVA.

Restano stabili alcuni precetti cari al precedente esecutivo guidato da Monti, tra i quali la lotta all’evasione fiscale.

Urge risolvere la questione esodati. L’impegno prioritario di Letta è quello di ripristinare il patto precedentemente rottosi con i soggetti in questione.

L’ultimo punto del programma concerne il reddito minimo, a proposito del quale Letta afferma che si potranno analizzare forme di reddito minimo per le famiglie bisognose con figli piccoli.

La sobrietà deve cominciare dai membri del Governo: per tale ragione Letta ha dichiarato che il primo atto del Governo sarà “eliminare lo stipendio dei ministri parlamentari che esiste da sempre in aggiunta alla loro indennità”.

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