Il Senato sopprime la norma sull’anatocismo bancario

24 luglio 2014 10:450 commentiDi:

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Nelle ultime ore, in seguito al proseguimento dei lavori in Senato sul Decreto Competitività, è andata avanti la questione relativa all’anatocismo bancario, pratica bancaria che un articolo dello stesso decreto, almeno nella sua stesura primaria, sembrava reintrodurre in Italia, nonostante si tratti di una procedura da tempo abolita: quella del conteggio degli interessi sugli interessi già maturati. 

Che cos’è l’anatocismo bancario

L’articolo in questione era l’articolo 31 del Decreto, passato al setaccio in questi giorni al fine di trovare una via d’uscita rispetto alla spinosa vicenda che era stata sollevata in seguito alla pubblicazione di un precedente testo contenuto all’interno della Legge di Stabilità 2014.

Il testo dell’articolo, infatti, forniva il lasciapassare al ritorno dell’anatocismo bancario, modificando il TUB, Testo unico bancario e affidando al Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr) il compito di determinare le modalità e criteri per la produzione degli interessi sugli interessi maturati in tutte le operazioni di conto corrente o di pagamento.

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Una norma che, se applicata, avrebbe colpito nel vivo, quindi, consumatori e risparmiatori, i quali da sempre si oppongono al’introduzione di norme che prevedono tale sistema di capitalizzazione degli interessi bancari.

Ma il Senato attraverso il lavoro delle sue commissioni ai diversi emendamenti del Decreto, ha abolito nella giornata di ieri l’articolo dal testo di legge e questa decisione ha ricevuto l’approvazione del governo, mentre ancora si aspetta nella giornata di oggi la sua ratifica definitiva.

L’articolo 31 sarà così cancellato e i consumatori potranno dormire sonni tranquilli in merito alla produzione degli interessi passi e degli eventuali scoperti di conto corrente che dovessero verificarsi. Anche le associazioni dei consumatori hanno accolto di buon grado la notizia.

 

 

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