Imu soft per la Chiesa

12 novembre 2012 12:510 commentiDi:

La questione del pagamento dell’Imu da parte della Chiesa approda ad una decisione del governo che potrebbe suscitare polemiche. La Chiesa pagherà l’Imu, ma non per tutti i suoi immobili e le sue attività. Questo era chiaro, per le strutture utilizzate a scopi benefici ci sarà l’esenzione. Ma il regolamento proposto dal governo “salva” la Chiesa anche nei casi di attività “mista; casi, cioè, in cui si ottengono profitti. In questi casi, la Chiesa non dovrà pagare l’Imu.
Il regolamento è quindi più “dolce” di quanto si pensava. Il governo supera le obiezioni del Consiglio di Stato è toglie quindi l’obbligatorietà del pagamento dell’imposta per le attività “miste”. Una norma definisce l’ente no profit della Chiesa per garantire questo “sconto”, ma la norma non vale per tutti gli italiani.
Si tratta quindi di una definizione specifica e “Ad hoc” su ciò che è no profit. Le attività miste cui si fa riferimento sono molte e riguardano alberghi, ostelli, cliniche ecc.
Le obiezioni del Consiglio di Stato si basano soprattutto sulla supervisione dell’Europa. Infatti, la Commissione Europea potrebbe multare l’Italia nel caso riscontrasse gli estremi per una accusa di aiuti di Stato illegali. Il rischio è quantificabile in 3 miliardi.

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