Inflazione al minimo

30 settembre 2013 17:100 commenti

inflazioneL’indice Nic dei prezzi al consumo è calato a settembre dello 0,3% su mese e salito dello 0,9% su anno (107,5 Nic con tabacchi), la variazione più bassa dal novembre del 2009. Queste le stime Istat, che sono influenzate dal rallentamento dei prezzi dei beni energetici non regolamentati. L’inflazione acquisita per il 2013 diminuisce all’1,3% dall’1,4% di agosto. Il consueto briefing Istat è stato bloccato da una protesta dei lavoratori precari dell’istituto che hanno annunciato una settimana di iniziative per chiedere di essere stabilizzati.

Il calo dell’inflazione a settembre è provocato sostanzialmente da due dinamiche. La prima concerne i prezzi dei beni energetici non regolamentati, che pur avendo registrato un incremento dell’1% su base mensile, questo è stato molto più contenuto rispetto a quanto registrato lo scorso anno. Un fatto che contribuisce alla flessione tendenziale dei prezzi dei beni energetici. La seconda dinamica è quella inerente ai prezzi dei beni alimentari non lavorati e ai servizi legati ai trasporti, anch’essi in discesa. Il risultato è il rallentamento complessivo dell’inflazione registrato dall’Istat.

Anche l’Europa segna un trend affine. Infatti, il tasso di inflazione scende ancora nell’eurozona. Secondo la stima flash di Eurostat, il tasso annuo dovrebbe attestarsi all’1,1% a settembre dall’1,3% di agosto. Nel dettaglio, l’aumento più marcato è stato anche in questo mese registrato dai prezzi di alimentazione, bevande e tabacchi (+2,6%, ma in agosto era stato +3,2%); mentre l’energia ha registrato un ribasso dello 0,9%.

Per la Coldiretti, l’inflazione scende perché gli italiani tagliano le spese. Soprattutto alimentari. L’inflazione a settembre è in calo secondo l’Istat anche perché – sottolinea la Coldiretti – il carrello della spesa si svuota con gli italiani hanno tagliato del 4% gli acquisti alimentari. L’innalzamento dell’aliquota Iva dal 21 al 22% sui carburanti avrebbe un effetto valanga sull’88% della spesa degli italiani che viene trasportato su strada con il 68% dei consumatori che taglia sull’abbigliamento, mentre il 57% degli italiani per risparmiare sceglie prodotti più economici nel largo consumo.

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