INPS – Possibili ritardi strutturali nelle prestazioni nei prossimi anni

16 giugno 2014 17:120 commentiDi:

Inps

Emerge in questi giorni il problema dei servizi erogati dall’INPS, l’ Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, i quali potrebbero subire grandi ritardi nei prossimi anni. Oggi, infatti, il tempo medio di erogazione delle prestazioni è di 50 giorni di media, ma entro il 2016 questa media potrebbe salire a 117 giorni. 

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La causa di questo fenomeno deve essere individuata nelle misure previste dal piano triennale cui sarà soggetto l’istituto per il triennio che va dal 2014 al 2016. Sono previsti infatti 2405 prepensionamenti tra le risorse dell’ istituto, che si aggiungono ai 3000 effettivi degli ultimi  due anni. Con le attuali limitazioni di legge, tuttavia, potrà essere assunto nuovo personale solo per 500 unità e le ripercussioni sull’ erogazione dei servizi saranno di certo evidenti.


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Anche i tempi di risposta in generale dell’ istituto potranno venire a salire e non solo quelli delle erogazioni. In particolare il settore dell’ accertamento e del recupero crediti contributivi potranno soffrire, con evidenti riflessi sulle entrate dell’ istituto. Secondo il piano triennale nei prossimi anni verrà ad essere superato il limite massimo di produttività della media mensile del personale, determinando difficoltà nel mantenimento della qualità dei servizi erogati e dei tempi di risposta impiegati.

In questo contesto si configura anche una crescita  della età media del personale, destinata a passare da 52,6 anni nel 2014 a 57,7 anni nel 2020.  Per l’istituto quindi al fine di mantenere gli stessi livelli di servizio sarebbe necessario incrementare il personale di altre 2000 unità nel corso del triennio, oltre ai 500 già previsti. La politica del turnover quindi dovrebbe continuare ad essere attiva anche in seguito all’aumento del numero degli adempimenti dovuti all’accorpamento nell’Inps di altri due enti previdenziali.






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