In Italia falliscono sempre più aziende

23 novembre 2012 15:440 commentiDi:

 

La crisi non si arresta e le aziende italiane soffrono, con prospettive di breve periodo ancora negative. I primi nove mesi dell’anno mostrano dati agghiaccianti per quanto riguarda l’impatto della crisi sul tessuto produttivo e aziendale del nostro Paese. I fallimenti sono arrivati alla cifra di 9000, le procedure concorsuali non fallimentari sono 1500 e le liquidazioni a 45000.

E la crisi fa perdere alle nostre aziende competitività e presenza sul mercato. Sempre nei primi nove mesi dell’anno, l’Osservatorio sulle crisi d’impresa di Cerved group ha mostrato come sono 55000 le aziende italiane uscite dal mercato. Un dato molto alto, il peggiore degli ultimi dieci anni.


Lo studio di Cerved group ha messo in evidenza che ha uscire dal mercato non sono state solo le aziende meno efficienti, ma soprattutto quelle meglio capitalizzate che pagano prospettive di scarsa crescita per il futuro.

I settori dove si registra il numero maggiore di aziende chiuse è quello delle costruzioni, seguito dal terziario e dal manifatturiero. Le regioni con dati più alti sono invece la Lombardia, le Marche e la Puglia.

L’Amministratore Delegato di Cerved group Gianandrea de Bernardis ha affermato:

“Il forte aumento del numero di imprenditori che decidono volontariamente di liquidare le proprie società è un aspetto che fa riflettere, soprattutto se a chiudere sono imprese in grado di creare ricchezza. Le liquidazioni aumentano anche tra società sane, che probabilmente hanno aspettative pessimistiche sul futuro: capire le ragioni del fenomeno e il destino di queste società è fondamentale per invertire le tendenze in atto”.

 






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