Italia fuori dalla crisi entro il 2013 secondo Moody’s

21 agosto 2012 12:550 commenti

Secondo l’agenzia di rating Moody’s, i Paesi che versano in situazioni considerate non disastrose, come Italia, Spagna e Portogallo, potrebbero uscire dalla situazione di crisi entro la fine del 2013, solo però se sapranno applicare le riforme adottate fino ad ora. Per i Paesi che versano in condizioni decisamente più gravi, come Grecia e Irlanda, i tempi potrebbero invece allungarsi fino al 2016. Dopo aver più volte attaccato l’Italia, dunque, l’agenzia di rating statunitense inizia ad intravedere la possibilità che il Bel Paese riesca ben presto ad uscire dal tunnel.

L’ipotesi che Portogallo, Spagna e Italia riescano ad uscire dalla crisi già entro la fine del prossimo anno è stata avanzata nell’ambito di un rapporto sugli squilibri esterni dell’Eurozona pubblicato questa mattina. In tale rapporto l’agenzia di rating sottolinea che tutti e cinque i Paesi attualmente considerati a rischio hanno già varato le riforme necessarie per uscire dalla crisi economica, tuttavia per le previsioni relative alla tempistica è necessario distinguere a seconda dei casi specifici.


L’agenzia, in particolare, nel suo rapporto ha paragonato l’attuale situazione che si trovano a dover affrontare i Paesi a rischio alla fase di aggiustamento vissuta da Finlandia e Svezia a cavallo tra il 1990 e il 1993, quando alla Svezia servirono tre anni per far tornare il pil ai livelli pre-crisi mentre alla Finlandia ne servirono ben sei. Su base comparativa, dunque, la situazione di Italia, Spagna e Portogallo appare simile a quella della Svezia, mentre i casi di Irlanda e Grecia sono più simili a quello della Finlandia. Occorre però sottolineare che entrambi i Paesi iberici avevano un vantaggio che i Paesi dell’Eurozona oggi non hanno, ossia la possibilità di giocarsi la carta della svalutazione valutaria.






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