Italia in recessione nel 2012

24 febbraio 2012 09:520 commenti

La Commissione europea ha effettuato nuove previsioni sulla crescita economica nella zona euro e chiaramente anche l’Italia è stata oggetto di studio degli economisti di Bruxelles. Rispetto alle precedenti stime effettuate a novembre scorso, la Commissione UE ha decisamente fatto retromarcia e pronosticato per il 2012 un calo del pil per la zona euro dello 0,3% (da +0,6%) e dell’1,3% (da +0,1%) per l’Italia. L’economia italiana è entrata in recessione nel secondo semestre del 2011 e nell’ultimo trimestre dello scorso anno è avvenuta una contrazione del pil dello 0,7%. Il 2011 dovrebbe chiudersi con una crescita quasi nulla (+0,2%), dopo che l’anno precedente era avvenuto un rialzo del pil dell’1,5% (successivo, però, al pesante -5,1% del 2009).

Secondo il Commissario Ue per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn, l’Italia potrà sperimentare una stabilizzazione dell’attività economica se lo spread Btp-Bund scenderà sotto 370 punti base. Rehn promuove le riforme del governo Monti, elogiando la determinazione nell’affrontare le dure sfide relative all’elevato debito pubblico e alla bassa crescita economica. Secondo Rehn, le manovre anti-deficit di consolidamento fiscale varate a dicembre avranno un impatto fino all’1,3% del pil. Da maggio 2010, invece, le manovre adottate ammontano a 100 miliardi di euro, con un impatto pari al 7% del pil.

C’è da chiedersi soltanto se sarà necessaria una manovra-bis, che al momento il premier Monti esclude. Infatti, il rientro del deficit fino al pareggio di bilancio nel 2013 è stato calibrato su una previsione di lieve recessione per quest’anno compresa tra lo 0,4% e lo 0,5%. Tuttavia, se la Commissione Ue pronostica una recessione dell’1,3%, Bankitalia ha già alzato l’asticella a -1,5% mentre il Fmi addirittura al 2,2%. Senza contare che molte banche d’affari pronosticano una recessione anche nel 2013. Citigroup, ad esempio, ritiene che l’Italia raggiungerà il pareggio di bilancio solo nel 2015.

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