La burocrazia italiana fa scappare le multinazionali

5 dicembre 2012 16:290 commentiDi:

 

 

Le multinazionali continuano a scappare dall’Europa del Sud, secondo quanto affermato dal Wall Street Journal. Un fenomeno che mette a rischio i capitali e l’innovazione in Paesi che ne hanno necessità soprattutto in questo momento di crisi che è ancora a livello di rischio. In Italia, nel 2012 il saldo è negativo e parla di 1,6 miliardi di dollari di investimenti in meno.

I Paesi del Sud Europa vivono una situazione di recessione, compresa l’Italia, e avrebbero bisogno di risorse per uscire dalla crisi. Invece, molte multinazionali se ne vanno e investono in Paesi dove i sistemi sono più semplici da gestire.


Il Wall Street Journal fa alcuni esempi di multinazionali che lasciano l’Europa del Sud. Sono aziende come l’Alcoa, e in Italia ne sappiamo qualcosa, la Kimberly Clark, la Ppr, la Merck o Compass Group. Alcune di queste hanno lasciato i Paesi del Sud Europa come l’Italia, la Spagna o la Grecia, mentre altre hanno ridotto le loro forza lavoro negli stessi Paesi.

Il giornale americano afferma che gli investimenti in Italia, Spagna, Grecia e Portogallo sono diminuiti del 38% dal 2007.

In Italia, in particolare, si investe meno per colpa della burocrazia. Per molte aziende è difficile gestire le tante leggi e i molti limiti imposti dal sistema italiano.

 

 






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