La classifica italiana delle buonuscite da record

12 settembre 2014 11:380 commentiDi:

Business  e lavoro - 03

Lasciare una azienda, un gruppo, una multinazionale in cui si è lavorato per diversi anni è sempre un momento delicato nella vita di un imprenditore, di un presidente o un amministratore delegato. Ma a parte i risvolti di tipo affettivo personale, i cambi di poltrona ai vertici delle società, soprattutto quando si parla di società quotate in borsa o controllate dello Stato, è un processo che mette in circolazione anche milioni di euro. 

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Si tratta delle ben sperate buonuscite. Un compenso, diciamo, a mo’ di ringraziamento e non solo, per la persona che lascia l’azienda o il gruppo che ha fatto crescere. Se gli Stati Uniti e l’Inghilterra sono paesi in cui benefit di questo tipo sono all’ordine del giorno, l’Italia, pur con la sua più ridotta economia, non è certo da meno sulle cifre. Scoprite infatti quali sono state le buonuscite da record dei manager, dei presidenti e degli amministrazioni delegati italiani in questa classifica tutta tricolore.

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La classifica italiana delle buonuscite da record

  • A Cesare Romiti, che nel 1998 ha lasciato la presidenza della FIAT dopo 25 anni di onorevole servizio, è stato consegnato un assegno da 101 milioni di euro
  • Ad Alessandro Profumo, numero uno di Unicredit, sono andati 40,6 milioni di euro nel 2013
  • Per Matteo Arpe, invece, da Capitalia, a metà del 2007, si sono visti arrivare 37,4 milioni di euro e un pacchetto di stock option
  • Robero Colaninno ha invece detto addio al gruppo Telecom con 25 milioni di euro
  • Doppio assegno staccato invece per Cesare Geronzi, che riunì la buonuscita di Capitalia, del valore di 20 milioni di euro, con quella di Generali, da 16,6 milioni , ma solo dopo un anno di presidenza
  • Un altro manager FIAT, Paolo Cantarella, ha ricevuto dal gruppo circa 20 milioni di euro
  • Carlo Puri Negri ha ricevuto poi da Pirelli RE un assegno da 15 milioni di euro
  • Andrea Guerra, invece, ex manager di Luxottica, ha totalizzato 10 milioni di buonuscita cash e 35 di altri prodotti finanziari
  • 10 milioni di buonuscita sono andati anche a Fausto Marchionni, ad del gruppo Fondiaria – SAI
  • Infine Paolo Scaroni, ha lasciato l’ENI con una buonuscita da 8 milioni di euro.
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