La determinazione della rendita catastale nel nuovo Catasto

4 marzo 2014 15:450 commentiDi:

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E’ da pochi giorni partito, in seguito alla presentazione della Delega fiscale da parte del nuovo governo, anche l’atteso conto alla rovescia per l’emanazione della Riforma del Catasto, una delle riforme strutturali più necessarie al paese, richiesta ormai da molto tempo. Potrebbe così essere promulgato, nella migliore delle ipotesi, il primo decreto attuativo proprio entro un periodo di tempo di tre o quattro mesi, oppure, alla peggio, entro la fine dell’anno. 

Riforma del catasto

Entro la fine del 2014, ad ogni modo, il testo ufficiale della Riforma del Catasto, dovrebbe essere per l’Italia già una realtà. Tale riforma, su cui anche il nuovo Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan si è messo subito al lavoro, si baserà essenzialmente su una generale rideterminazione delle rendite catastali, che non verranno più calcolate attraverso il vecchio sistema dei vani ma sulla base dei metri quadri.


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Oltre agli effettivi metri quadri su sui si sviluppa l’abitazione, il nuovo sistema di estimo del Catasto prenderà in considerazione anche fattori come il valore di mercato attuale, la localizzazione dell’immobile e la destinazione edilizia del bene stesso, indipendentemente dall’appartenenza o meno allo stesso comune. Si valuterà inoltre anche il contesto urbanistico all’interno del quale è inserito l’immobile, proprio come accade quando ci si trova nella situazione dell’acquisto di una abitazione e tutti i valori proposti saranno così rapportati a quelli effettivi di mercato.

L’unico parametro di questo tipo fino ad oggi preso in considerazione nella determinazione della rendita catastale è stato l’anno di costruzione dell’immobile. Ma nuovo non significa necessariamente di maggiore pregio, anche nelle compravendite. Il sistema delle rendite immobiliari diventerà così flessibile e in costante relazione con i valori di mercato.






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