La tassazione su conti correnti e conti deposito resta al 20%

8 aprile 2014 15:370 commentiDi:

ECONOMIA FINANZA SOLDI

Una delle misure contenute all’interno del DEF 2014, il Documento di Economia e Finanza che riassume con intento programmatico tutti i provvedimenti che a livello economico saranno presi dal governo Renzi nei prossimi mesi, prevede l’innalzamento dell’aliquota dell’imposta sui rendimenti finanziari dal 20 al 26 per cento. Questo innalzamento è stato indotto dalla necessità di recuperare nuove risorse al fine di garantire le necessarie coperture per le misure riportate all’interno dello stesso DEF, in particolare il taglio dell’IRAP, atteso o meglio annunciato per il prossimo autunno.

Gli argomenti del DEF 2014

In prima battuta il governo sembrava intenzionato ad applicare l’aumento dell’aliquota sui rendimenti finanziari su tutti i prodotti finanziari esistenti all’interno del mondo bancario, dai semplici conti correnti, ai conti deposito, alle azioni e ad altri tipi di fondi e investimento misto, con l’unica esclusione dei titoli di stato, ovvero prodotti come i BOT e i Btp, per i quali sarebbe ancora stata valida invece la vecchia tassazione al 12,5 per cento.

In che cosa consiste il DEF – Documento di Economia e Finanza?

La decisione non ha però mancato di suscitare forti polemiche fra gli operatori di settore e i risparmiatori italiani, perché sembrava favorire troppo la categoria dei titoli di stato, che avrebbero continuato a godere di una tassazione inferiore alla metà rispetto agli altri strumenti finanziari. Senza contare poi il fatto che il peso maggiore delle tasse si sarebbe come al solito riversato sulle spalle dei piccoli risparmiatori e non dei grandi investitori, attraverso prodotti finanziari di largo uso come conti correnti e conti deposito.

In seguito a questi avvenimenti, quindi, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan ha precisato che conti correnti e conti deposito non saranno interessati dall’innalzamento dell’aliquota sui rendimenti finanziari, ma l’imposizione rimarrà stabile al 20 per cento.

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