L’aliquota dell’imposta sulle rendite finanziarie salirà al 26%

24 marzo 2014 16:560 commentiDi:

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A partire dal prossimo 1 maggio 2014 diventerà più caro per i piccoli e grandi investitori italiani investire in prodotti finanziari. Dopo molti annunci circolati nei mesi scorsi, è oramai ufficiale che a partire dai prossimi mesi ci sarà un aumento dell’aliquota dell’imposta sulle rendite finanziarie, la tassa che i clienti pagano allo stato sugli interessi e sui dividendi ottenuti da un qualsiasi prodotto finanziario. 

Sulla base di quanto deciso dal governo, infatti, l’aliquota dell’imposta sulle rendite finanziarie passerà dall’attuale 20 per cento al futuro 26 per cento, con un aumento percentuale di ben 6 punti. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, affrontando le motivazioni che hanno indotto il governo ad operare tale scelta ha parlato di un necessario adeguamento dell’Italia ai livelli europei, dove le tasse sulle rendite finanziarie hanno tutte una media del 25 per cento circa.

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Anche l’Italia, quindi, dopo il precedente aumento dell’imposta di bollo, attuato solo pochi mesi fa dal governo Letta, innalza la tassa sulle rendite per piccoli e grandi risparmiatori. Ad essere interessati da questo provvedimento saranno infatti prodotti come i conti deposito, le azioni, le obbligazioni, i fondi comuni, ma non saranno interessati invece i titoli di Stato, che rimarranno con la precedente tassazione.

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Prodotti finanziari come i BOT, i CCT e i Btp si “salveranno” quindi dall’aumento dell’aliquota, che rimarrà al 12,5 per cento, e la stessa sorte toccherà anche ai Buoni Fruttiferi Postali, che saranno tassati sempre al 12,5 per cento. I prodotti di investimento misti o ibridi, a questo punto, potranno essere tassati secondo percentuali differenti, a seconda della parte di competenza.

Una buona parte degli investitori, tuttavia, non sembra aver accolto di buon grado questa notizia che riduce le rendite. E’ necessario infatti ricordare che sopra una certa cifra si paga già un aggiunta anche una mini patrimoniale, che dovrà ora essere sommata al calcolo della nuova aliquota.






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