L’Argentina precipita in un secondo default dopo quello del 2001

1 agosto 2014 11:200 commentiDi:

new york-corte suprema

Lo scorso 30 luglio 2014 sono scaduti ufficialmente i termini previsti per il pagamento degli interessi dei titoli di stato ristrutturati posseduti da molti creditori internazionali e l’Argentina non è stata in grado di onorare i suoi impegni in seguito al blocco dei pagamenti connessi con la complessa vicenda internazionale dei tango bond, che ha riempito di recente le pagine dei giornali. 

Trattative ancora in corso in Argentina per evitare un secondo default

A partire da meno di 48 ore fa, quindi, l’Argentina, per la seconda volta nel giro di 13 anni si trova in una situazione di default tecnico, che al fallimento dei primi negoziati era stata già preventivata anche dalle agenzie di rating internazionale. Il governo argentino, infatti, in questi giorni non è riuscito a trovare un accorso con la parte americana in causa, in particolare i proprietari degli hedge fund che a suo tempo non hanno accettato il concambio sul debito.


Braccio di ferro tra Argentina e Italia per il pagamento dei bond del default

Alcuni fondi che detenevano nel 2001 parte del debito argentino, infatti, negli anni successivi non hanno accettato lo swap verso titoli ristrutturati che presupponevano perdite più alte ma una durata più lunga. E si sono appellati alla Corte Suprema di New York per ottenere il pagamento di quanto dovuto alle condizioni originarie. Da qui la vicenda dei tango bond e il lungo negoziato, che si è ora concluso in maniera negativa.

Il governo di Buenos Aires ha quindi fatto sapere che onorerà i suoi impegni secondo accordi più giusti di quelli proposti dai fondi e che pagherà i bond per i quali è stata dichiarata l’insolvenza. Da New York, invece, il responsabile del processo di mediazione internazionale ha spiegato che l’accordo è sfumato perché l’Argentina ha proposto anche agli hedge fund lo stesso tipo di trattamento dei bond ristrutturati.






Tags:

Lascia una risposta