L’Argentina viola gli accordi sul commercio mondiale dopo il default

24 agosto 2014 11:360 commentiDi:

new york-corte suprema

A partire dalla fine del mese di luglio 2014 l’Argentina si trova in una situazione di default tecnico in seguito alla complessa vicenda finanziaria dei tango bond, le obbligazioni ristrutturate emesse dal paese, che la oppone in particolar modo agli Stati Uniti, dove hanno sede gli hedge fund che hanno sollevato la questione del pagamento. 

L’Argentina precipita in un secondo default dopo quello del 2001 

Ma i problemi dell’Argentina in campo internazionale sembrano destinati ad allargarsi, questa volta coinvolgendo la sfera del commercio e il ramo delle importazioni. L’Argentina infatti sembra aver inaugurato una politica protezionistica nei confronti delle merci provenienti da paesi come gli Stati Uniti, l’Unione Europea e il Giappone, non garantendo più egualitarie condizioni di concorrenza all’interno della nazione agli operatori internazionali.


Trattative ancora in corso in Argentina per evitare un secondo default

Questo fatto nel contesto internazionale risulta di particolare importanza anche per l’Europa, che in questo momento storico, insieme agli Stati Uniti, si trova a dover fronteggiare il blocco alle importazioni emanato dalla Russia, sul fronte orientale in seguito alla crisi ucraina.

Per quanto riguarda l’Argentina, invece, la denuncia è scattata da parte degli esperti del WTO, l’organizzazione mondiale del commercio, la quale ha denunciato come la repubblica sudamericana stia in questo momento violando le norme sulle importazioni previste dall’accordo Gatt, l’accordo al quale hanno aderito 43 paesi del mondo. L’Argentina, già da diverso tempo, non si sta più attenendo a quanto previsto da tale accordo ma ha fatto entrare in vigore una serie di normative di stampo protezionistico che vanno sotto il nome di dichiarazioni giurate anticipate di importazione (Djai).

Ora Buenos Aires avrà 90 giorni di tempo per presentare un ricorso contro la denuncia del WTO al fine di trovare una soluzione prima della fine dell’anno.






Tags:

Lascia una risposta