L’aumento dell’imposta sulle rendite finanziarie nei conti deposito

20 maggio 2014 16:050 commentiDi:

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Come previsto da un recente decreto legge, a partire dal prossimo primo luglio 2014, il governo Renzi ha deciso di innalzare le tasse sui conti deposito, sui conti correnti e le altre rendite finanziarie, per le quali la tassazione passerà dall’attuale aliquota del 20 per cento alla futura soglia del 26 per cento.

> L’aliquota dell’imposta sui conti correnti passa al 26 per cento

L’aliquota verrà quindi innalzata di 6 punti percentuali in una sola volta, al fine di trovare le necessarie coperture all”abbassamento del cuneo fiscale e al futuro taglio dell’ Irap e dell’ Irpef nelle buste paga. Tutte le rendite finanziarie saranno quindi grosso modo coinvolte dalla presente misura, con la sola esclusione dei titoli di stato e dei buoni fruttiferi postali, a questi ultimi associati per tipologia.


Le banche comunicheranno al Fisco i dati dei conti correnti

Vediamo quindi più da vicino quali saranno le conseguenze per i risparmiatori che hanno attivi dei conti deposito.

Per i conti deposito gli oneri da pagare sono legati alla giacenza depositata nel conto ogni anno. I conti deposito più remunerativi offrono oggi un tasso di interesse pari al 2,5 o 3 per cento, mentre alcuni con un vincolo a 5 anni possono arrivare ad offrire anche interessi massimi del 4 per cento.

Un risparmiatore che ha depositato 10 mila euro in un conto deposito oggi incassa quindi tra i 200 e i 300 euro l’anno, ragione per cui in seguito all’entrata in vigore della nuova tassazione ogni 12 mesi si avrà una tassazione più alta compresa tra i 15 e i 24 euro.

Per chi invece ha giacenze pari a 50 mila euro ci sarà una tassazione maggiorata di circa 75 o 120 euro all’anno, mentre se la somma depositata è pari a 100 mila euro, scegliendo sempre conti depositi che abbiamo un rendimento compreso tra il 2,5 e il 4 per cento, i risparmiatori andranno a pagare in più cifre comprese tra i 150 e i 240 euro l’ anno.






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