Home / economia / Il lavoro che non piace agli italiani e che non si può cambiare

Il lavoro che non piace agli italiani e che non si può cambiare

L’Istat ha mostrato come rispetto al 2008 i dati sull’occupazione in Italia siano diminuiti di 456 mila unità. C’è un problema occupazione in Italia, come mostrato anche da alti indicatori, che riguarda soprattutto i giovani.
In uno studio dell’Ires Cgil, sul rapporto tra crisi e occupazione si legge:

“Chi è occupato lavora meno di quanto vorrebbe ed a condizioni diverse da quelle auspicate. I dipendenti stabili a tempo pieno calano di 544 mila unità (-4,2%) e gli autonomi full time di 305 mila (-6,1%). Se si aggiunge il calo dei part time stabili volontari (-215 mila) si supera il milione di persone. Aumentano invece i lavori involontari, quelli che si è costretti ad accettare: nel 2012 solo il 17,2% delle nuove assunzioni è a tempo indeterminato. Meno lavoro, peggioramento delle condizioni e diminuzione delle ore lavorate sono la realtà che emerge dall’indagine”.

La crisi quindi riguarda anche chi un lavoro ce l’ha, ma è precario o a part time. Infatti, molti si tengono il lavoro perché non trovano di meglio. La prova del fenomeno è data anche dall’aumento dei lavoratori cosiddetti “instabili”, che sono 718 mila con un + 21,4% rispetto a quattro anni fa
Aumenta il numero delle persone in età lavorativa, ma diminuisce quello del persone che possono far conto sul loro lavoro.

Loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *