Il lavoro che non piace agli italiani e che non si può cambiare

26 novembre 2012 14:210 commentiDi:

L’Istat ha mostrato come rispetto al 2008 i dati sull’occupazione in Italia siano diminuiti di 456 mila unità. C’è un problema occupazione in Italia, come mostrato anche da alti indicatori, che riguarda soprattutto i giovani.
In uno studio dell’Ires Cgil, sul rapporto tra crisi e occupazione si legge:

“Chi è occupato lavora meno di quanto vorrebbe ed a condizioni diverse da quelle auspicate. I dipendenti stabili a tempo pieno calano di 544 mila unità (-4,2%) e gli autonomi full time di 305 mila (-6,1%). Se si aggiunge il calo dei part time stabili volontari (-215 mila) si supera il milione di persone. Aumentano invece i lavori involontari, quelli che si è costretti ad accettare: nel 2012 solo il 17,2% delle nuove assunzioni è a tempo indeterminato. Meno lavoro, peggioramento delle condizioni e diminuzione delle ore lavorate sono la realtà che emerge dall’indagine”.

La crisi quindi riguarda anche chi un lavoro ce l’ha, ma è precario o a part time. Infatti, molti si tengono il lavoro perché non trovano di meglio. La prova del fenomeno è data anche dall’aumento dei lavoratori cosiddetti “instabili”, che sono 718 mila con un + 21,4% rispetto a quattro anni fa
Aumenta il numero delle persone in età lavorativa, ma diminuisce quello del persone che possono far conto sul loro lavoro.

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