Le banche centrali trovano un accordo sulle regole dell’indebitamento e della liquidità

18 gennaio 2014 11:150 commentiDi:

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Un evento particolarmente importante ha avuto luogo nel corso di quest’ultima settimana all’interno del mondo bancario, evento destinato ad influenzare la politica finanziaria europea dei prossimi mesi e forse anche dei prossimi anni. Alcuni giorni fa, infatti, a Basilea, è stato raggiunto un accordo tra i banchieri centrali e i capi della sorveglianza, i quali hanno finalmente trovato un’intesa sulle regole dell’indebitamento delle banche e su quelle concernenti la liquidità.

Questo passo in avanti del sistema bancario era atteso da tempo e a detta degli esperti sarà di sicuro aiuto nello sviluppo di un sistema finanziario più solido e a prova di crisi. Non bisogna dimenticare, infatti, che le ultime crisi economiche che i paesi del globo si sono trovati a vivere, compresa quella che si è verificata a partire dal 2007 – 2008, hanno avuto origine da una matrice prettamente finanziaria.

Sono quindi ben accette tutte le misure introdotte di recente per evitare di far precipitare il sistema in un quadro di ingestibilità e di rischio. L’accordo siglato in questi giorni a Basilea, dunque, vuole appunto essere il primo di una serie di importanti passi in avanti contro il pericolo di nuove crisi e un aiuto nella realizzazione di strumenti di prevenzione efficaci, tra cui un complesso programma di riforme.

Le banche centrali si accordano a Basilea sulle regole comuni di indebitamento e di liquidità

I banchieri centrali riuniti a Basilea, in vista della siglatura dell’accordo internazionale che prende il nome di Basilea III, hanno dunque recentemente dato il loro via libera alla definizione comune dei criteri di indebitamento delle banche, che vengono definiti con termine tecnico leverage ratio. La definizione di un leverage ratio comune servirà, a livello internazionale, a superare quelle norme nazionali che hanno fino a questo momento impedito alle banche di confrontarsi in maniera equa tra di loro.

Le banche attive  a livello internazionale dovranno cioè trovare un criterio comune a livello globale per la leva finanziaria e, attraverso l’applicazione del leverage ratio, rafforzare i requisiti patrimoniali basati sul rischio. Nel frattempo il Comitato di sorveglianza continuerà a monitorare la situazione e l’effettiva applicazione da parte delle banche del coefficiente di leva finanziaria. Il processo di applicazione delle regole comuni, tuttavia, a questo stadio, ancora non si può dire concluso e verrà completato solo nei prossimi anni, entro il 2017.

Anche se non di immediata applicazione, la notizia del raggiunto accordo di Basilea sulle regole dell’indebitamento e della liquidità delle banche ha avuto ricadute immediate nel mondo finanziario. Ha infatti entusiasmato i mercati, che, nella settimana appena conclusa, hanno premiato in maniera particolare il settore bancario.

Si sono dimostrati, inoltre, particolarmente soddisfatti dell’accordo anche il presidente del Comitato di Basilea, Stefan Ingves e il presidente della Banca Centrale Europea e del gruppo dei Governatori della Banche Centrali, Mario Draghi. 

Ingves ha ad esempio sottolineato come questo importante passo in avanti possa essere considerato un progresso verso il completamento di quell’ambizioso piano di riforme che il comitato ha in agenda di attuare e un tassello in più per la costruzione di un sistema bancario più solido e resistente.

Il Presidente del gruppo dei Governatori delle Banche Centrali riuniti a Basilea, invece, Mario Draghi, ha sottolineato che la definizione di regole comuni a livello internazionale per la leva bancaria è di estrema importanza per il completamento e la piena attuazione dell’accordo Basilea III e che l’introduzione di un criterio comune per l’indebitamento costituisce un importante strumento di garanzia.

Non bisogna dimenticare, infatti, che il sistema finanziario è un sistema esposto comunque ad un rischio e la definizione di regole comuni anche in merito alla liquidità potrà assicurare banche più resistenti a shock finanziari di qualsiasi genere in futuro.

I dubbi degli osservatori internazionali del mondo della finanza

Nonostante la soddisfazione generale dei diretti responsabili, però, tra cui governatori e comitato di sorveglianza, e l’accoglimento positivo da parte dei mercati, non tutti a livello mondiale sembrano aver accolto la notizia del raggiungimento dell’accordo di Basilea sul leverage ratio in maniera entusiastica. Tra coloro che nutrono alcuni dubbi in relazione all’intera questione vi sono ad esempio i grandi osservatori internazionali del mondo della finanza.

Questi ultimi, infatti, hanno in genere interpretato questo passo in avanti non tanto come un rafforzamento del sistema bancario nei confronti di altre possibili crisi, ma come una vittoria netta degli istituti di credito sul sistema stesso. Secondo gli osservatori internazionali, infatti, attraverso quest’ultima intesa i banchieri centrali avrebbero allentato i vincoli sul leverage ratio, la leva bancaria, e favorito in questo modo gli istituti di credito.

Per il Financial Times, ad esempio, le norme internazionali sulla liquidità sono state in questo modo annacquate e non si evincono, al contrario di quanto annunciato, restrizioni in merito alla dipendenza delle banche dall’indebitamento. L’analisi di Bloomemberg a proposito va ancora oltre e chiarisce meglio la situazione degli istituti alla luce delle recenti decisioni.

Secondo Bloomemberg, infatti, i regolatori delle banche centrali avrebbero con le nuove regole permesso agli istituti di credito di utilizzare prassi contabili diverse tra loro, che permettono di contenere la rappresentazione del debito effettivo. In questo modo le banche potranno beneficiare del fatto di non essere penalizzate nei loro investimenti, anche quando riguardano attività finanziarie a basso rischio, e potranno continuare a gestire il sistema del credito e dei prestiti come in passato, senza l’introduzione di vincoli particolarmente onerosi.

La situazione delle banche italiane

Questa è dunque la particolare situazione in chiaro – scuro che si è delineata a livello internazionale tra le banche e gli istituti di credito europei. Ma le banche italiane, in particolare, come hanno reagito a queste notizie e che cosa le aspetta nell’immediato futuro?

Le banche italiane, per le quali sussiste una situazione quasi inversa in merito al mercato del credito, nel corso del 2014 dovranno affrontare una serie di importanti sfide a livello domestico. Tra queste si possono individuare, ad esempio, i futuri stress test dovuti ai controlli sull’asset quality review, il deterioramento generale dell’asset quality review, il completamento del rimborso dell’ultima Ltro –  l’asta di liquidità con la quale la Banca Centrale Europea ha in passato garantito denaro a basso costo per tre anni, ed eventuali processi di salvataggio in atto.

Se infatti la prima e la terza sfida appaiono come rischi gestibili, quella rappresentata dai prestiti non performanti, i cosiddetti crediti difficili, e il salvataggio delle banche in difficoltà potrebbero essere da non sottovalutare.

 

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