Le banche minacciano di lasciare la Scozia dopo il referendum

11 settembre 2014 12:490 commentiDi:

londra

Si avvicina a grandi passi il giorno in cui i cittadini scozzesi saranno chiamati alle urne per decidere se restare all’interno del Regno Unito o abbracciare la loro nuova indipendenza politica. Il giorno del verdetto sarà il 18 settembre, quando si terrà il fatidico referendum. A parte le inevitabili conseguenze politiche, tuttavia, il mondo europeo sembra essere in questi giorni in fibrillazione anche per un altro motivo. Un motivo di tipo economico. 

La Scozia vuole separarsi dall’Inghilterra

Le banche inglesi hanno infatti minacciato di lasciare la Scozia nel caso in cui la contea decidesse per l’indipendenza dal Regno Unito. A confermare la notizia è stata ad esempio una nota della Royal Bank of Scotland, la quale ha annunciato di voler trasferire la propria sede nel Regno Unito nel caso in cui ci fosse una vittoria del fronte del sì. La ragione di questa decisione deve essere individuata nelle numerose incertezze di tipo economico che si verrebbero a creare in seguito ad un cambio così importante.

L’Inghilterra vuole uscire dall’Unione Europea

Secondo RBS, il ritorno nel Regno Unito sarebbe una mossa di prudenza nei confronti di clienti ed azionisti. La banca, del resto è stata una di quelle salvate dai soldi dei cittadini inglesi in seguito alla crisi economica e ad oggi il 64 per cento delle sue azioni è detenuto proprio dal Governo della Corona inglese. La banca assicura tuttavia che tali cambiamenti non avrebbero alcuna conseguenza sull’operatività della banca stessa.

Un’altra banca che ha annunciato un piano di emergenza simile a quello di RBS è stata poi la famosa Lloys, la quale ha parimenti intenzione di traslocare nel Regno Unito in caso di vittoria del sì aprendo nuove sedi legali.

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