Le nuove modifiche al Decreto Lavoro di Renzi – Poletti

5 maggio 2014 16:420 commentiDi:

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Anche se il governo ha dato il via libera alla Riforma della Pubblica Amministrazione già da qualche giorno, i riflettori sembrano essere ancora puntati sul Decreto Lavoro, sul quale le discussioni restano ancora molto accese. Il testo licenziato qualche tempo fa alla Camera, infatti, dopo il suo passaggio in Senato ha ricevuto ben 8 emendamenti da parte della maggioranza di governo. 

Il testo iniziale ha così subito delle modifiche, ragione per cui è utile qui riassumere i principali cambiamenti da cui sarà interessato il Decreto Lavoro voluto dal governo Renzi che porta la firma del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

Le modifiche al contenuto del Decreto Lavoro


La riscrittura del testo è partita dal preambolo, per il quale è stato ancora una volta fissato l’obiettivo del decreto, cioè quello di incentivare la stipula di contratti di lavoro a tempo indeterminato e a protezione crescente.

In secondo luogo, poi, si è tornato a modificare le sanzioni previste per le aziende che non dovessero rispettare il tetto del 20 per cento nella stipula di contratti a tempo indeterminato. Per le aziende non in regola la sanzione ora non sarà più la trasformazione del contratto a tempo indeterminato ma una sanzione di tipo amministrativo, pari al 20 per cento dello stipendio del 21 esimo contratto a tempo determinato stipulato. La percentuale sale però al 50 per cento oltre il 21 contratto stipulato.

Dall’obbligo del tetto del 20 per cento per i contratti a tempo indeterminato sono però esclusi gli enti di ricerca e gli istituti pubblici e privati e le aziende che abbiano meno di 5 dipendenti.

La terza modifica riguarda il regime dell’apprendistato. Solo le aziende con più di 50 dipendenti saranno tenute a stabilizzare il 20 per cento degli apprendisti.

 

 

 






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