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Le Poste chiudono uffici in tutta Italia, finisce un’epoca

Nonostante gli appelli di Adiconsum non ci sono stati i ripensamenti last minute sperati da parte di Poste Italiane: circa mille uffici chiuderanno i battenti in tutta Italia. Altri invece, come quelli di Cassinetta di Lugagnano, Gudo Visconti e Nosate resteranno aperti solo alcuni giorni della settimana. La parola d’ordine delle Poste è quindi razionalizzazione. Una scelta imposta anche dall’inesorabile trasformazione delle Poste da ente pubblico per il servizio al cittadino a società che deve dare profitto ai suoi proprietari. Una prospettiva questa all’interno della quale va inserita anche la possibile quotazione in borsa delle Poste Italiane.

Ben 61 degli uffici finiti nel piano di tagli si trovano in Lombardia. Perplesso sulla decisione del taglio drastico anche il vicepresidente della Regione Lombardia Cecchetti che ha definito “incomprensibile” la scelta di “tagliare e razionalizzare 182 dei 1957 uffici postali in Lombardia senza neanche preoccuparsi di avvisare della decisione sindaci e amministratori dei Comuni interessati. Visto che il maggior azionista di Poste Spa è il Ministero del Tesoro, cioè la collettività, credo che a questo punto il piano debba essere fermato e ripensato”. La misura farà risparmiare una cifra considerevole relativamente ai consumi ma da Poste fanno sapere che non ci saranno licenziamenti ma solo riorganizzazione del personale. Questo non basta però a tranquillizzare i clienti che temono disservizi e code ancora più lunghe anche se va detto che il taglio riguarda solo i paesi con meno di 5 mila abitanti. Ma sono preoccupati anche gli abitanti dei paesi vicini che in questo modo temono un sovraffollamento. Alcuni dei Comuni che resteranno senza ufficio postale sono quelli colpiti dai recenti terremoti dove  disagi di certo non mancano.

Di seguito l’elenco completo dei paesi, circa mille, interessati al taglio delle Poste:

Uffici-poste-chiusura

 

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