Le principali misure contenute all’interno del DEF 2014 – II

9 aprile 2014 16:360 commentiDi:

Palazzo_Montecitorio

Continuiamo anche in questo post ad analizzare le principali misure contenute all’interno del DEF 2014, il Documento di Economia e Finanza che solo nelle ultime ore è stato licenziato dal Consiglio dei Ministri e che indicherà le linee guida seguite dal governo Renzi nel corso dell’anno in fatto di politica economica, finanziaria e piano di riforme. 

Le principali misure contenute all’interno del DEF 2014 – I

Le principali misure contenute all’interno del DEF 2014 – II

Nel post pubblicato prima di questo abbiamo già parlato delle prime due misure a cui spetterà l’onere di ridurre l’oneroso cuneo fiscale italiano. Si tratta del taglio dell’IRPEF per i lavoratori – 80 euro in busta paga a partire dal mese di maggio – e dell’IRAP per le aziende – attraverso il futuro taglio del 10 per cento dell’imposta in programma nei prossimi mesi.


In che cosa consiste il DEF – Documento di Economia e Finanza?

Le prime due misure saranno finanziate grazie alla terza misura principale, il programma di tagli alla spesa pubblica. Altre coperture al piano arriveranno però anche dalla rivalutazione delle quote di Bankitalia e dall’aumento della tassazione delle rendite finanziarie. Vediamo i dettagli.

  • Quote Bankitalia. Sarà aumenta la tassazione delle quote di Bankitalia detenute dalle principali realtà bancarie del nostro paese, tra cui Unicredit e Intesa Sanpaolo. Le quote saranno rivalutate e rivendute, generando quindi una plusvalenza. La tassazione passerà quindi al 24 o al 26 per cento e lo stato ricaverà da questa operazione circa 2 miliardi di euro.
  • Aumento dell’aliquota dell’imposta sui rendimenti finanziari. La seconda misura che produrrà entrate sarà l’aumento della tassa sulle rendite finanziarie, annunciata già nei giorni scorsi. A partire dal mese di maggio la tassazione passerà dal 20 al 26 per cento, con l’esclusione di alcuni prodotti finanziari, però, come i Bot e i fondi pensione.
  • Allineamento degli stipendi della Pubblica amministrazione. Per tutti coloro che saranno in forze nella PA gli stipendi percepiti non potranno superare il livello di quello del Presidente della Repubblica, pari a 238 mila euro l’anno. In questo modo si risparmieranno circa 500 milioni di euro.





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