Le principali misure del Jobs Act proposto da Renzi

11 marzo 2014 16:430 commentiDi:

parlamento

 

Il giorno del grande verdetto sarà domani, mercoledì 12 marzo 2014 quando Matteo Renzi, Presidente del Consiglio, svelerà finalmente nei suoi minimi dettagli al Consiglio dei Ministri, tutti gli elementi del Jobs Act, il grande piano choc con cui si intende rilanciare il mercato del lavoro italiano e di cui si sente parlare ormai da settimane. 

Dettagli a parte, tuttavia, sono diversi gli aspetti di cui si ha già notizia che saranno investiti da questo grande piano di riforma, che avrà un costo complessivo di 10 miliardi di euro. Lo scopo del Jobs Act sarà quello di rilanciare i consumi e l’occupazione in Italia e queste saranno le principali misure in esso inserite, riassumibili in 5 punti:

  1. la riduzione dell’Irpef
  2. la riforma degli ammortizzatori sociali
  3. l’introduzione del contratto unico di lavoro
  4. l’introduzione dell’Agenzia Unica per il lavoro
  5. il taglio alla spesa.

Per quanto riguarda il primo punto, quello della riduzione dell’Irpef, il piano del governo prevede una aumento delle buste paga dei dipendenti con redditi bassi, fino a 15 mila euro, ottenuto con l’introduzione di detrazioni fisse più che con il taglio netto dell’aliquota sull’imposta sui redditi delle persone fisiche. Sotto gli 8 mila euro non ci saranno tasse da pagare.

Il secondo punto riguarda invece la scomparsa della cassa integrazione in deroga e la riforma dell’Aspi e della mini – Aspi, che verrebbero sostituite dal nuovo sussidio di disoccupazione a largo raggio della Naspi.

Che cos’è il Naspi, il nuovo sussidio di disoccupazione

Il terzo e importante punto sarà invece la riduzione dei contratti di lavoro, oggi circa 40, e la loro sostituzione con il contratto unico, che si configurerà come un contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti – con l’esclusione dei primi 3 anni – al quale verrà affiancato il contratto a tempo determinato per alcuni settori.

Altro grande elemento del Jobs Act sarà l’introduzione dell’Agenzia unica federale per il lavoro, che servirà a favorire l’entrata dei giovani nel mondo del lavoro dopo il completamento della formazione.

Ultimo ma non meno importante il punto relativo ai tagli alla spesa, la spending review che fornirà le risorse annuali da cui si alimenterà il piano stesso.

 

Tags:

Lascia una risposta