Le principali misure della Riforma del Lavoro del governo Renzi

Business  e lavoro - 04

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge inerente il mercato del Lavoro voluto dal Governo Renzi, e dunque  le misure annunciate nei giorni scorsi sono diventate realtà e verranno d’ora in avanti messe in opera. La Riforma del Lavoro che questa volta porta la firma del neo – ministro Poletti riscrive interi capitoli del precedente assetto voluto dal governo Monti e dalla Fornero. 

Le due principali novità delle nuove norme riguardano in particolare i contratti a termine e l’apprendistato, che si caratterizzano per il fatto di introdurre una grande flessibilità nel mondo del lavoro. Ma procediamo con ordine.

Per i nuovi contratti a tempo determinato, che secondo la Riforma Poletti saranno prorogabili fino a 36 mesi, viene a cadere il vincolo della causalità, ovvero si riconosce al datore di lavoro la possibilità di interrompere il contratto senza giustificare la fine del rapporto del lavoro – questo diritto viene chiamato acausalità.

> Cosa prevedono i contratti di lavoro a termine voluti dal Jobs Act

Dopo i 36 mesi, cioè dopo i 3 anni, si passerà direttamente al contratto a tempo indeterminato, ma i nuovi contratti a tempo determinato possono essere prorogati fino a 8 volte, a differenza di quelli precedenti che potevano essere rinnovati una sola volta. In più la nuova riforma cancella anche la pausa di 10 o 20 giorni di tempo tra la firma di un contratto e l’altro.

Vi è però un limite in merito al numero di contratti di questo tipo che una stessa azienda può sottoscrivere. Si tratta di un massimo del 20 per cento dell’organico se i contratti collettivi di categoria non impongono già un limite alternativo. Per le aziende più piccole, le micro – imprese italiane con un massimo di 5 dipendenti, il limite resta fissato ad 1 soltanto.

Per quanto riguarda l’apprendistato, invece, i datori di lavoro potranno assumere nuovi apprendisti anche senza aver confermato il 30 per cento dei vecchi così come previsto in precedenza.

 

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