Legge di Stabilità: testo definitivo è modificabile, elenco delle misure approvate

Il governo Renzi ha dato il via libera alla tanto attesa Legge di Stabilità che, a questo punto, dovrà passare all’esame del Parlamento per l’approvazione definitiva. E’ in quella sede che potrebbero arrivare nuove modifiche all’impianto del provvedimento anche perchè già non mancano le voci critiche su una Legge che sembra essere costituita da tanti provvedimenti tappa buchi, alcuni dei quali provano a limitare la portata negativa di alcuni provvedimenti che furono varati dallo stesso governo Renzi, come nel caso de regime dei minimi delle partite Iva che, nella nuova versione, è stato un vero flop.

In aula, quindi, la Legge di Stabilità potrebbe essere emendata anche se Renzi ha sempre messo in chiaro che una cosa è modificare il singolo aspetto e una cosa è cambiare l’ossatura di un provvedimento che sembra tutto incentrato sulla riduzione delle tasse. A scagliarsi contro il contenuto della Legge sono già i sindacati che parlano di legge che tutto potrà fare tranne che far crescere l’Italia mentre dal mondo imprenditoriale sono arrivate delle timide aperture con Confindustria che ha affermato di vedere elementi di positività.

La manovra dell’esecutivo, dal valore complessivo collocabile nel range 26,5 – 29,5 miliardi di euro,  si è concentrata su tre aree di intervento: tasse, tagli e riorganizzazione comparti.

Rientrano nel primo ambito il taglio dell’Imu e della Tasi sulla prima casa mentre il taglio dell’Ires, più volte pubblicizzato da Renzi, non dovrebbe partire prima del 2017. Si tratta di una delle misure più importanti che implica l’abbattimento del prelievo al 24%. Sempre nella prima area di intervento rientra l’addebito del canone Rai sulla bolletta dell’elettricità, la decontribuzione delle assunzioni a tempo indeterminato, la trasformazione del bonus di 80 euro in detrazione e l’aumento del superammortamento degli investimenti in macchinari che passa dal 100% al 140%.

La sostenibilità di tutte questo misure verrà garantita attraverso una serie di tagli lineari su cui non mancano già le polemiche. La terza area di intervento, quella della riorganizzazione, prevede interventi sul regime dei minimi e sulle pensioni. In particolare sul secondo ambito il governo ha approvato interventi in materia di part time in uscita per gli over 63, nonchè sulla settima salvaguardia per gli esodati e sull’opzione donna.

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