Mario Monti vede il baratro più lontano

22 febbraio 2012 08:340 commenti

Il premier italiano in pectore Mario Monti è stato finora uno dei protagonisti principali del ritorno della fiducia nella zona euro, grazie alle sue mosse in tema di politica fiscale – per risollevare le sorti dell’Italia, vicina ad un clamoroso crack finanziario solo tre mesi fa – e alle azioni diplomatiche in Europa che hanno riproposto l’Italia su un livello decisamente più accettabile anche sul panorama finanziario internazionale. La ritrovata credibilità dell’Italia è stata sicuramente un toccasana per l’intera Europa. Non a caso ieri il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn, ha affermato che il merito della ritrovata fiducia sui mercati è non solo della BCE ma anche di Spagna e Italia.


Mario Monti – reduce dalla lunga notte di trattative a Bruxelles per trovare l’accordo sugli aiuti alla Grecia – ritiene che “siamo meno vicini al baratro” rispetto a tre mesi fa e che l’intesa raggiunta per salvare la Grecia dal default “è la dimostrazione che l’Europa è in grado di funzionare”. Secondo Monti l’Italia è fuori pericolo e sono state ridotte le probabilità di un contagio nella zona euro grazie ad “adeguati firewall” (aste di rifinanziamento a lungo termine, LTRO, della Bce su tutti, ndr).

Monti ora richiama l’attenzione degli altri leader europei sul problema della crescita economica. Il premier italiano ritiene necessario integrare la lettera sulla crescita firmata da 12 paesi europei (tra cui anche l’Italia), in quanto restano alcuni punti interrogativi sul settore energetico e bancario dove l’asse franco-tedesco, composto da Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, preferisce una minore apertura alla concorrenza.

Ad ogni modo Mario Monti evidenzia come il rapporto con Francia e Germania si sia rafforzato negli ultimi mesi. Inoltre, il presidente del Consiglio spera ancora di riavvicinare la Gran Bretagna all’Europa in tema di fiscal compact. Infine, il buon lavoro del premier continua a dare i suoi frutti anche per ciò che concerne la discesa dello spread tra Btp e Bund con scadenza decennale, che è tornato sotto i 350 punti base.






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