Monti a Strasburgo vertice con Merkel e Sarkozy

24 novembre 2011 09:070 commenti

Il presidente del Consiglio Mario Monti, volerà oggi a Strasburgo per un vertice con il presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel, l’argomento è basato sul fondo di crisi politica e istituzionale dell’Europa.  

Dopo aver voltato la pagina di Berlusconi, l’Italia riconquista il suo posto e Mario Monti siederà alla tavola dei grandi, si unirà oggi a Sarkozy e alla Merkel per un appuntamento quasi inatteso, ma necessario: la crisi finanziaria non da tregua e il contagio minaccia di espandersi in tutta la zona euro.  

Il summit di Strasburgo, con tre leader che “pesano„ per il 70% sulla moneta unica, giunge in un momento chiave. Nonostante i piani di aiuto o i cambi di governo nei paesi più fragili: Spagna, Grecia, Portogallo, Irlanda e Italia, il disagio europeo persiste, prova che non era soltanto un problema nazionale.  

L’urgenza, ora, non è più soltanto quella di circoscrivere il focolare greco, o di realizzare un “para-fuoco„ per fermare l’incendio che circonda il Mediterraneo. L’Europa ora deve far fronte ad una crisi politica ed istituzionale e deve trovare un rimedio all’enorme dimensione della difficoltà. 

Il vertice tripartito non ha un ordine del giorno preciso, ma ciascuno dei tre leader raggiungerà Strasburgo armata di un piano di battaglia europeo. Per la Francia, la cui nota AAA è minacciata, a cinque mesi dell’elezione presidenziale, l’urgenza è di fermare il contagio e fissare nuove misure. Parigi perora un ricorso ad interventi massicci da parte della banca centrale europea per bloccare la speculazione.  


Per il cancelliere tedesco Merkel, chiedere alla BCE di riacquistare prestiti pubblici sarebbe come spogliare Pietro per vestire Paolo: “alla fine ci si renderà conto che ciò che è nel bilancio della BCE deve essere ricapitalizzato e ciò si ritorcerà ancora verso gli stati„, spiega la Merkel. 

Certamente la Germania non ha nulla da guadagnare da una rottura dell’unione monetaria e del mercato unico da cui ha tratto il miglior profitto. “Si muoverà appena otterrà la fiducia nella capacità dei paesi dell’euro di gestire meglio i loro conti„, ha sussurrato un europarlamentare a Bruxelles. La coalizione al potere ha fissato il suo prezzo: disciplina ferrea in tutta la UE e un’accurata integrazione politica.  

La tensione circa la BCE potrebbe investire Mario Monti del ruolo di conciliatore. Due volte commissario europeo, esperto della politica comunitaria, Monti ha  sfidato più volte “il consiglio di amministrazione„ franco-tedesco, quando era a Bruxelles. 

Mario Monti è anche un punto dolente per Nicolas Sarkozy, ma soprattutto per Angela Merkel: il lancio di euro-obbligazioni per finanziare i disavanzi della zona euro. Quindi una mutualizzazione del rischio sulla scala dei diciassette. 

È proprio questo il progetto che la Commissione europea ha scelto di spingere alla vigilia del vertice di Strasburgo, che si accompagnerebbe ad un diritto di controllo, quasi inquisitorio di Bruxelles, nei dibattiti di bilancio nazionali. In caso contrario, “sarà difficile, se non impossibile mantenere la valuta comune„, assicura il presidente della Commissione, José Manuel Barroso. 

Ultimo aggiornamento 24 novembre 2011 ore 10,06






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