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Moody’s Alert: Cina ed emergenti bloccano la crescita mondiale

Anche Moody’s si accoda alla filiera della prospettiva negativa per la crescita mondiale, puntando il dito contro il calo dell’economia cinese e dalla mancata esplosione dei Paesi emergenti: le aspettative sui nuovi mercati, alimentate dalla giovane popolazione e dalla quantità e dalla qualità delle materie prime disponibile, sono state infatti deluse, andando così a pesare sull’andamento dell’economia mondiale, che ora rischia di continuare un processo di rallentamento che sembrava quasi allontanato. 

La crescita dei Paesi emergenti doveva essere superiore rispetto al biennio precedente, ma a quanto pare le stime per i prossimi due anni non sono molto rosee, visto che si parla di un incremento di appena 2 punti percentuali e mezzo, praticamente un niente in confronto ai due anni prima. Ciò aumenterà il livello di attenzione nei confronti degli shock finanziari, riflettendosi dunque anche sulle altre economie, che dovranno perciò restare sempre allerta.

Il tutto si incastra alla perfezione in un quadro economico mondiale che di certo non favorisce segnali di crescita economica, con i tassi extra bassi lanciati dalla Federal Reserve, ad esempio, che non hanno portato gli effetti già ottenuti – in positivo – per risolvere la crisi del 2008, portando così i contribuenti a causare indebitamento. Nella bilancia tra crisi e crescita mondiale, dunque, è il primo piatto a essere più basso e ciò porterà a un ulteriore rallentamento della crescita nei prossimi 2 anni.

La crescita economica mondiale, infatti, già rallentata di per sé, porta a stimare dati tutt’altro che positivi nel pagamento dei debiti contratti, perciò si pensa al peggio e agenzie di rating come Moody’s hanno già l’allarme. Sperando che non sia una bomba pronta a esplodere. Di nuovo.

 

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