Negozi del Vaticano presentano movimenti sospetti per 40 milioni di euro

15 gennaio 2013 11:030 commenti

40 milioni di euro l’anno. E’ questa la cifra sul piatto per la partita tra Santa Sede e Banca d’Italia, in merito all’autorizzazione a utilizzare Bancomat e carte di credito nello Stato religooso. Si attesta intorno ai 40 milioni di euro il saldo dei movimenti che trapela dai documenti contabili presi in considerazione dalla procura di Roma prima di dare notizia dei ‘bug’ che hanno portato al blocco di tutti i Pos degli esercizi commerciali che si trovano all’interno del Vaticano stesso.

Quanti negozi sono?


In ballo c’è il blocco dei Pos per ben ottanta ‘punti vendita’: Musei, farmacie, negozi e spacci di vario tipo. 80 negozi ai quali viene dunque inferto un brutto colpo. Dall’inizio di quest’anno, infatti, i pagamenti possono avvenire soltanto in contanti e ciò, tenendo i considerazione i milioni di turisti e visitatori che arrivano costantemente, sta comportando serie difficoltà e anche perdite economiche per i numerosi esercizi commerciali.

Sembra tuttavia molto difficile, se non addirittura impossibile, che il servizio possa essere garantito nel prosieguo delle trattative. Anche perché quanto successo riporta in evidenza le numerose carenze nel sistema antiriciclaggio dello Ior. Lo Ior, Istituto per le opere religiose, è stato già segnalato dai pubblici ministeri titolari nell’ambito dell’inchiesta sulla correttezza delle operazioni bancarie realizzate sui conti intestati in zona Vaticano. Quanto è accaduto è successo in virtù degli atti, che hanno consentito di scoprire il conto sospetto. L’iniziativa alla quale si è arrivati non ha alcun precedente.






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