Nel 2015 emorragia di imprese in Italia: -30 al giorno

Le città si stanno desertificando, i negozianti stanno abbandonando le proprie botteghe, soprattutto nelle zone centrali, dove gli affitti sono più alti. Sono i segnali perduranti di una crisi che continua a colpire le imprese: secondo Confesercenti infatti, nel 2015 ogni giorno decadono 30 imprese. Nel totale di un anno fa 10.950 imprese in meno. Una débacle che tinge di scuro i segnali di ottimismo e di ripresa del Paese. 

Il presidente di Confesercenti Massimo Vivoli è stato lapalissiano su quanto sta accadendo: “I segnali della rese delle botteghe risultano evidenti nelle migliaia di saracinesche abbassate che si affacciano su strade le quali un tempo erano il regno dello shopping, ma che attualmente sono sempre più deserte e meno sicure”. Per restituire linfa vitale alle imprese, risulta necessario adottare norme salva-botteghe nella prossima legge di stabilità.

Per Vivoli bisogna operare soprattutto sugli affitti, stipulando regole che introducano canoni concordati e cedolare secca per gli affitti dei locali commerciali, così come già avviene per le unità abitative, “attraverso un accordo tra proprietari immobiliari, rappresentanti delle imprese commerciali e amministrazioni territoriali competenti”.

Questa ricetta risulterebbe così fondamentale per far ripartire l’economia e anche il mercato immobiliare, dando nuovi impulsi al commercio urbano. Si opererebbe in meglio anche per le amministrazioni comunali, perché vanterebbero la ripopolazione di aree desertificate della città e sarebbero avvantaggiati anche dal punto di vista fiscale.

Con queste misure, secondo le stime di Confesercenti, entro il 2017-20178 potrebbero rinascere circa 190 mila negozi. Ciò porterebbe 1,5 miliardi di entrate di gettito fiscale. Una soluzione quindi da studiare attentamente.

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