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Nuova Fiat Punto, Made in Serbia

Le ultime indiscrezioni, non ancora ufficiali, farebbero pensare all’impianto FCA di Kragujevac, in Serbia, come il più papabile luogo di produzione della nuova generazione di Fiat Punto. La conferma o smentita arriverà l’1 giugno a Balocco (Torino), quando verrà svelato il piano industriale FCA per il periodo 2018-2022.

Anche se parliamo di voci non ancora fermate, alcuni suggerimenti porterebbero verso una certa ufficialità della notizia. Prima di tutto possiamo affermare che a Kragujevac dal 2005 al 2011 è stata prodotta la Punto Classic (o Zastava 10, come è stata chiamata all’inizio in Serbia) quindi quasi sicuramente verrà costruita lì anche l’ultima versione.

Va fatta una considerazione sull’impianto serbo, il quale non è a pieno regime delle sue capacità: dalla fabbrica viene formata per il momento solo modello di autovettura, la 500L quindi, ci sono tutte le possibilità e risorse per sfruttare una nuova linea di produzione.

L’amministratore delegato del gruppo, Sergio Marchionne, intervenendo pochi giorni fa dal salone di Detroit non ha escluso il ritorno di una berlina nel mercato europeo. E il pensiero, tra gli addetti ai lavori, è corso subito alla vettura lanciata recentemente in Brasile. La versione della nuova Punto – se e quando si dovesse realizzare a Melfi – potrebbe somigliare proprio alla vettura che tanto successo sta riscontrando in Sudamerica.

Siamo di fronte, naturalmente, a voci e ad ipotesi, anche se alcuni esperimenti per la costruzione di una automobile ibrida, pare siano già stati condotti all’interno della fabbrica lucana della Fca. Nel cosiddetto «Pilotino», il cuore della ricerca e dello sviluppo tecnologico inserito nel contesto della Fca di Melfi sono stati avvistati esperti al lavoro in gran segreto.

Tra i sindacati, in realtà, resta lo scetticismo. «Una nuova vettura di sicuro ci sarà, anche perché la linea non può rimanere ferma: speriamo solo che sia fatta bene e di nuova generazione. Per il resto registriamo soltanto voci, ma di sicuro ad oggi non c’è nulla», dice il segretario regionale della Fim-Cisl, Gerardo Evangelista. «Il ritorno ad un modello simile alla Punto? Non credo che questo avverrà, anche perché negli ultimi anni Marchionne ha puntato sui suv», evidenzia il segretario della Uilm lucana, Marco Lomio. «È chiaro – ammette il sindacalista – che tutto è possibile. Quello che noto, è che finalmente Marchionne ha iniziato a parlare di modelli ibridi. Il mio auspicio è che Melfi diventi il primo stabilimento dove si realizzino in versione ibrida non vetture di segmento B, ma i suv. Quella sarebbe la vera svolta».

Nell’area industriale di Melfi, intanto, si fanno ancora i conti con la cassa integrazione. Questa mattina alle 6 sono rientrati in fabbrica i lavoratori dei modelli «suv» – in tutto 5.971 operai e 513 fra impiegati e quadri – che ritornano a timbrare il cartellino dopo il mini-ciclo di cassa integrazione iniziato due giorni fa. Allo stesso tempo rimarranno a casa dal primo turno di oggi fino alle ore 6 di sabato prossimo gli operai addetti alla linea Punto: 940 persone, di cui 20 fra quadri ed impiegati. Il 27 gennaio, nel frattempo, inizierà un altro week-end di cassa integrazione per i lavoratori che realizzano Jeep Renegade e 500X. Nella fabbrica, dove si attende l’erede della Punto, aleggia quindi un forte sentimento di preoccupazione.

Il traguardo nella fabbrica Fiat di Pomigliano

Sei anni fa la produzione della Fiat Panda tornò in Italia, dopo la parentesi polacca di Tychy (dovʼè invece finita la Lancia Ypsilon). La fabbrica prescelta era quella storica di Pomigliano dʼArco, alle porte di Napoli, lʼex stabilimento IRI dellʼAlfa Sud che negli anni avrebbe prodotto tante Alfa Romeo. Oggi dallo stabilimento intitolato al filosofo “Gian Battista Vico” è uscito il milionesimo esemplare della Panda di quarta generazione.

Dal 1980 a oggi Fiat ha prodotto 7 milioni e mezzo di Panda. Il successo non le è mai mancato e nel 2004 lʼallora terza generazione di Panda fu la prima auto a vincere il titolo di “Car of the Year”. Meriti conquistati anche sul campo, perché sempre nel 2004 è stata la prima city car a raggiungere i 5.200 metri del campo base avanzato delle spedizioni sullʼEverest!

Dal 2012 e per 5 anni consecutivi, la Panda è stata lʼauto più venduta dʼItalia. E dal 2016 è anche la city car più venduta dʼEuropa. Lʼesemplare da record è una Panda City Cross con motore 1.2 benzina da 69 CV color bianco, destinata al mercato italiano. Quando debuttò nel lontano 1980, la Panda rappresentò una rivoluzione nel segmento delle utilitarie, imbattibile per versatilità e funzionalità. Al punto che nel 1983 uscì la Panda 4×4, prima vettura di segmento A dotata di trazione integrale, mentre il debutto del motore diesel ‒ altra novità per unʼauto così piccola ‒ arrivò nel 1986. Gli ultimi successi si devono al metano, carburante introdotto nel 2006 e da allora è lʼauto a metano più venduta dʼEuropa.

Lo stabilimento di Pomigliano dʼArco è un impianto dʼeccellenza nel panorama industriale, con la certificazione Gold del programma World Class Manufacturing ricevuta nel 2013. Tra i premi ricevuti, lʼAutomotive Lean Production Award come miglior stabilimento dʼEuropa e il Lean and Green Management Award per i progressi fatti nellʼottimizzazione delle risorse per il rispetto ambientale.

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