Nuove regole per le rateizzazioni dell’Agenzia delle Entrate

20 marzo 2014 17:260 commentiDi:

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Il governo italiano nel corso del 2013 ha emanato una serie di nuove regole per la gestione dei pagamenti e delle rateizzazioni in atto con l’Agenzia delle Entrate. I contribuenti, infatti, hanno potuto beneficiare già a partire dallo scorso anno di norme più flessibili in merito al rimborso dei pagamenti dovuti al Fisco. 

Il Decreto del Fare, infatti, emanato lo scorso 22 giugno, ha previsto per la prima volta la decadenza dal beneficio della rateizzazione del debito in seguito al mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive, invece delle canoniche due rate osservate in precedenza. Il Decreto ha esteso l’applicazione di questo provvedimento a tutti i piani di rimborso siglati a partire da quella data, cioè il 22 giugno.

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Questa norma sulla gestione delle rateizzazioni del Fisco ha però trovato una estensione, grazie all’emanazione della circolare interna dell’Agenzia delle Entrate del 19 marzo 2014. La risoluzione 35 / E ha infatti esteso le possibilità di rateizzazione anche a tutti i piani di rimborso attivati in precedenza all’entrata in vigore del Decreto del Fare e dunque precedenti alla data del 22 giugno 2013.

Il fine di quest’ultima misura è stato quindi quello di assicurare la retroattività di una norma in seguito al perdurare della crisi economica e di permettere ad un maggior numero di contribuenti di beneficiare della flessibilità concessa nel pagamento dei debiti.

I contribuenti italiani che ancora oggi hanno delle pendenze con il fisco e hanno aderito alla possibilità di rateizzare su un periodo di tempo determinato il loro debito, potranno ancora di più tirare un sospiro di sollievo qualora le ristrettezze della crisi economica abbiano ulteriormente reso difficoltoso il rimborso delle rate mensili.

Ai contribuenti con piani di rateizzazioni attivi prima dell’emanazione del Decreto del Fare è stato inoltre concessa la possibilità di portare a 120 le rate del piano al posto delle 72 previste in precedenza, ma solo nel caso in cui si possa verificare un comprovato peggioramento delle condizioni economiche del contribuente.






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