Nuovi controlli sulle imprese dal 2014, tutto quello che c’è da sapere su vigilanza e sanzioni

7 gennaio 2014 17:490 commentiDi:

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Novità in arrivo per il mondo delle imprese italiane a partire dal 2014 e forse non delle migliori. A partire dal nuovo anno, infatti, il già sofferente comparto produttivo italiano dovrà fare i conti anche con una serie di nuove norme che andranno a disciplinare il mercato del lavoro e le altre attività produttive.

La cosa forse più sorprendente è che queste nuove norme sono entrate in vigore con uno degli strumenti legislativi varati dal Governo Letta proprio per promuovere, nel mondo dell’imprenditoria, la competitività e lo sviluppo. Stiamo parlando, infatti, del Piano Destinazione Italia, il piano varato nei mesi scorsi che ha concesso una serie di agevolazioni al settore, ma che ora si ripresenta anche nella sua veste rigida e normativa.

Una nota del Ministero del Lavoro, del resto, ha già affrontato il problema di quella che sembra una implicita contraddizione tra le misure proposte, che da una parte introducono misure per rendere più dinamico e flessibile il mondo delle imprese, dall’altro sembrano inasprire un impianto normativo che già appare sovraccarico di controlli, adempimenti e burocrazia.

Il Ministero del Lavoro ha infatti precisato che senza il graduale abbattimento di problemi come l’irregolarità fiscale e contributiva nel mondo produttivo sarà molto difficile avviare un processo di crescita e di sviluppo, con l’obiettivo di migliorare nel suo complesso la competitività e l’attrattività del paese.

Ecco quindi presentarsi, alla luce di queste considerazioni, un nuovo impianto di norme, che tutte le imprese dovranno rispettare a partire dal 2014.

Le nuove norme per il controllo delle imprese inserite nel piano Destinazione Italia

Inasprimento delle sanzioni per le imprese che violano le norme sul lavoro

Uno dei primi interventi normativi che il Governo ha inserito all’interno del piano Destinazione Italia sarà l’inasprimento delle sanzioni per tutte le realtà produttive che non rispetteranno le regole in materia di norme sul lavoro. Sarà applicato infatti un aumento delle ammende, che oscillerà tra il 30 per cento e dieci volte gli importi attuali.

Per rendere un po’ più chiara la situazione e allontanarsi dal mero campo teorico, un aumento del 30 per cento sarà ad esempio applicato alle sanzioni che spetteranno a tutte le imprese che faranno uso di lavoratori in nero, mentre aumenti ben superiori – si parla di 10 volte le cifre attuali – spetteranno a coloro che non concederanno ai lavoratori il riposo settimanale.

Scendendo ancora più nel dettaglio, le realtà produttive che non risulteranno allineate rischieranno, se sottoposte a controllo, di:

  • pagare multe che vanno da un minimo 1.500 a un massimo di 12.000 euro e da uno compreso tra 1.950 e 15.600 euro a seconda della categoria di appartenenza per la presenza di eventuali dipendenti in nero
  • subire sanzioni di importo compreso tra  un minimo di 1.300 euro ad un massimo 7.800 per il mancato rispetto dei riposi settimanali
  • pagare multe che vanno da un minimo di 250 euro ad un massimo di 1.000 euro per il mancato rispetto dei riposi giornalieri.

Una modifica non da poco, dunque, ma che sarà finalizzata ad un secondo obiettivo. I maggiori introiti derivanti dalle sanzioni saranno utilizzati per potenziare le attività delle Direzioni territoriali del lavoro o ancora per finanziare le indennità di missione degli ispettori del Ministero del Lavoro.


Incremento delle misure di vigilanza sulle imprese

Il Ministero del Lavoro ha infatti intenzione di utilizzare i maggiori introiti che deriveranno nel corso del 2014 dall’attività sanzionatoria per rafforzare il sistema di vigilanza e di controllo sul tessuto produttivo italiano, sia attraverso il finanziamento di misure di carattere organizzativo, sia per incrementare le iniziative di contrasto al fenomeno del lavoro sommerso e per incentivare e promuovere una maggiore diffusione e applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

A occuparsi di questo aspetto della vigilanza, saranno, molto più che in passato le Direzioni territoriali del lavoro, dipendenti dal Ministero, cui spetterà, in questa fase di riorganizzazione dei compiti, un ruolo più centrale.

Con gli stessi introiti, inoltre, il Ministero del Lavoro ha pensato anche di finanziare maggiormente le indennità di missione dovute agli ispettori, che sono tenuti ad esempio all’utilizzo del proprio mezzo di trasporto nel compimento della loro attività professionale. Questo aspetto della normativa si volge, quindi, verso una ottimizzazione del servizio di vigilanza fornito dagli ispettori stessi del Ministero.

Nuovi centri di coordinamento per le attività di vigilanza diretti dal Ministero del Lavoro

All’interno del Piano Destinazione Italia si parla anche dell’introduzione di un nuovo coordinamento a livello nazionale sulle attività di vigilanza che verranno svolte. A proposito di ciò, ad esempio, la Commissione centrale di coordinamento dell’attività di vigilanza manterrà il suo ruolo, ma verrà introdotta una nuova forma di coordinamento tra le diverse strutture e istituzioni presenti sul territorio, che oggi sono preposte alla vigilanza sul mondo del lavoro.

Le ispezioni alle aziende, infatti, verranno coordinate ed autorizzate da una autorità centrale, al fine di utilizzare al meglio le risorse a disposizione nei diversi enti pubblici attivi nel settore, come l’INPS e l’INAIL, che già oggi esercitano attività di vigilanza. In futuro, dunque, le attività ispettive saranno soggette all’approvazione da parte delle strutture centrali e territoriali dello stesso Ministero del Lavoro.

Nuove risorse nell’organico per le ispezioni sulle imprese

Il quadro di questa piccola “rivoluzione” in materia di leggi sul lavoro viene completato anche dalla decisione del Ministero di accrescere il numero delle risorse alle sue dipendenze che saranno preposte ai controlli. Nel piano Destinazione Italia è previsto infatti un aumento degli ispettori del Ministero del Lavoro di 250 unità, così suddivisi sulla base delle categorie di appartenenza:

  • 200 ispettori del lavoro di area III
  • 50  ispettore tecnici di area III.

Le nuove figure di ispettori saranno destinate ad un incremento dei controlli nel centro e nel nord Italia e secondo le previsioni del piano saranno remunerate attraverso finanziamenti derivanti dal Fondo Fondo sociale per l’occupazione e la formazione.

Queste sono dunque le misure inserite all’interno del piano strategico Destinazione Italia al fine di combattere l’irregolarità fiscale e contributiva delle aziende. Sin dalla loro divulgazione, però, da alcuni ambienti autorevoli, come quello della stessa INPS, sono state sollevate alcune perplessità, in relazione soprattutto alla reale efficacia dell’inasprimento delle sanzioni e al possibile instaurarsi di un conflitto di interesse intrinseco, se le attività di coloro che comminano le sanzioni dovessero essere veramente finanziate dalle sanzioni stesse.






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