Home / economia / Partita iva minimi 2015: primi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Partita iva minimi 2015: primi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Dal 1 gennaio 2015 cambiano le regole per chi apre la partita iva con il regime dei minimi. La Legge di Stabilità su questo punto ha suscitato non poche polemiche ma il dado è tratto ormai e sono già giunti anche i primi chiarimenti in materia da parte dell’Agenzia delle Entrate. L’aliquota sale dal 5 al 15%: triplicato quindi l’importo. Nel frattempo scende il reddito massimo consentito per accedere alle agevolazioni fiscali. Insomma con solo due colpi, quella che era l’unica forma fiscale chiara in Italia, si va ad adeguare a quello che è il trend fiscale dominante nel Bel Paese: confusione e costi insostenibili.

Altro particolare curioso: l’eliminazione dal regione dei minimi della detrazione dei costi sostenuti e l’introduzione di limiti di reddito a seconda del codice dell’attività della partita Iva stessa, fanno sorgere un dubbio non indifferente: ma da oggi come fa un professionista con Partita Iva ad amministrarsi da se? Non ci deve dimenticare, infatti, che, in origine, uno degli aspetti positivi della partita iva del regime dei minimi era proprio la possibilità di fare da se senza coinvolgere un commercialista (e senza quindi alcuna spesa). Da oggi è ufficialmente impossibile.

REGIME DEI MINIMI, COSA CAMBIA CON LA RIFORMA

 

Partita Iva minimi 2015: soglie di reddito

Per i professionisti si arriva a 15 mila euro. L’IVA però non si calcola sul reddito effettivamente prodotto ma applicando delle soglie prestabilite in base dal tipo di attività. Queste ultime, confermano dall’Agenzia delle entrate, saranno quindi del tutto indipendenti dai costi sostenuti. Nella circolare arrivano anche chiarimenti sulle modalità di apertura della partita IVA dei minimi. La richiesta di adesione al regime si può fare da subito, contestualmente alla dichiarazione di inizio attività. Per farlo infatti sarà sufficiente barrare la casella prevista per l’adesione al precedente “Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, previsto dall’art 27, commi 1 e 2 del Dl n. 98/2011”. Tra i vantaggi dei nuovi minimi segnaliamo: riduzione di 1/3 del reddito imponibile per i primi 3 anni , esonero dalla ritenuta d’acconto da applicare e dal versamento dell’Iva oltre che dai principali adempimenti, come, per esempio, l’obbligo di registrazione e di tenuta delle scritture contabili. Inoltre viene abolito il limite temporale e di età per la permanenza nel regime quindi si rientra nei minimi anche dopo i 35 anni o i cinque anni di attività.

Loading...