Partite Iva e regime dei minimi: ecco le possibili novità con la delega fiscale

14 ottobre 2014 16:020 commentiDi:

Partita-Iva

Quasi tutti gli italiani sono consapevoli del fatto che la delega fiscale apporterà cambiamenti positivi e semplificazioni alla gestione fiscale dello stato, a partire ad esempio dal settore immobiliare per finire con quello delle imposte. Ma non tutti sanno ancora che nella delega fiscale sono contenuti anche provvedimenti che potrebbero modificare il cosiddetto regime dei minimi, il famoso regime fiscale di vantaggio di cui possono oggi usufruire alcuna categorie di lavoratori che aprono la partita Iva. 

>  Quando cessa il regime dei minimi a livello fiscale?


Il regime dei minimi è stata una delle più seguite e popolari iniziative fiscali degli ultimi tempi. Permette infatti a categorie come i giovani con una età inferiore ai 35 anni, ma anche ai professionisti, agli artigiani e ai piccoli imprenditori, di avere importanti sgravi fiscali al momento dell’avvio della propria attività.

Chi aderisce al regime dei mini infatti:

  • usufruisce di una tassazione agevolata complessiva pari a solo il 5 per cento del totale in quanto ad Irpef e imposte locali
  • non paga l’Irap e solo una piccola parte di IVA
  • non è soggetto agli studi di settore.

Si può usufruire di questo regime agevolato per 5 anni di seguito o fino al compimento dei 35 anni di età. La condizione da rispettare è però quella di non superare, in quanto minimi, i 30 mila euro di fatturato l’anno.

Ma le nuove proposte della della legge delega vorrebbero apportare alcune modifiche a questo stato di cose. Secondo il disegno del governo, infatti, si potrebbero verificare i seguenti cambiamenti:

  • la tassazione passerebbe dal 5 al 15 per cento
  • il periodo di agevolazione passerebbe da 5 a 10 anni
  • la soglia massima di reddito passerebbe da 45 mila euro a 55 mila.





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