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Pensione anticipata: Damiano, flessibilità in uscita già nel 2016?

Continua ogni giorni come l’episodio di una telenovela senza fine il dibattito sulla riforma per la pensione anticipata. Dopo la bocciatura alla proposta Boeri – secondo parte dell’opinione pubblica a causa della messa a rischio dei privilegi dei parlamentari – ecco la nuova proposta di Damiano, che punta a inserire la flessibilità in uscita già nel 2016. Il ddl è più o meno simile a quello dell’anno scorso, fatta eccezione per qualche mutamento che fa diventare questa proposta di riforma una specie di riadattamento di quella precedente. 

Nel cercare di mettere d’accordo tutti, il presidente della Commissione alla Camera ha messo in evidenza alcuni punti in comune che la sua proposta ha con quella formulata da Tito Boeri, con una penalizzazione dell’8% – nella proposta di Boeri la penalizzazione era fino un massimo del 9,4% – e con una variabilità che dipende principalmente dai contributi versati dal soggetto specifico.

Quindi, ricapitolando, la proposta di Damiano prevede la pensione anticipata a partire dai 62 anni di età e dai 35 anni di contributi, con una penalizzazione massima prevista dell’8%. Pronti a scendere in piazza i lavoratori che si trovano lontani da questi requisiti e che a fronte di 41 anni di lavoro vorrebbero  il diritto alla pensione – la manifestazione contro il governo è prevista per il prossimo 21 novembre.

Visto che le ultime proposte sono state bocciate dal governo, quest’ultimo avrebbe comunque l’intenzione di introdurre una maggiore flessibilità in uscita a partire dal 2016, prima di pensare a un intervento completo sul tema.

Intanto, s’inasprisce la discussione tra Damiano e Boeri, con il primo che attacca il presidente dell’Inps proprio sulla mancanza di una misura di flessibilità nei piani del Governo: “Anche l’Inps ha contribuito a questa scelta” sbagliando “sulla proposta di flessibilità presentata dal PD nella scorsa legislatura”, e facendo anche dei calcoli errati nello stimare in 8 miliardi il costo di avvio per il Ddl 857, che per l’appunto prevede pensione anticipata a 62 anni con penalizzazione dell’8% e Quota 41 senza decurtazioni.